Lupo solitario…

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Quando pensi ad Alexandre Pato, pensi al gol straordinario segnato al Camp Nou dopo soli 26 secondi. Pensi ad un giocatore capace di incantare ed entusiasmare, in grado di regalare giocate e colpi di classe come solo i grandi campioni sanno fare. Pensi a quella doppietta contro il Real Madrid al Bernabeu poco più che 20enne, pensi ai 60 gol segnati con il Milan a soli 22 anni. Quando pensi ad Alexandre Pato, pensi ai suoi 11 infortuni muscolari in due anni. Pensi a quanti mesi il Milan ha dovuto fare a meno del suo gioiellino in attacco, pensi a quanti soldi ti hanno offerto per comprarlo e alla decisione di tenerlo a tutti i costi.

Croce e delizia del Milan, Alexandre Pato è sempre più un punto interrogativo. Tra i tifosi, ormai, la spaccatura è netta. Qualcuno pensa che vendere un talento come il Papero sia un’eresia: è giovane, ha classe da vendere, è il fuoriclasse del futuro, deve restare in rossonero. Altri, invece, non ne possono più dei suoi innumerevoli infortuni, convinti che la squadra possa fare a meno del brasiliano, troppo discontinuo per poter diventare un punto fermo del Milan del futuro.

Chi sta nel mezzo, non si sente in alcun modo di mettere in discussione la bravura e il talento di Pato, non dimenticandosi mai dei 60 gol segnati a 22 anni; ma allo stesso tempo inizia a spazientirsi, perché stanco di fare a meno delle giocate del numero 7 rossonero. La verità è che la situazione di Pato si sta facendo decisamente complicata. I problemi fisici con cui il talento brasiliano deve fare i conti, sono ormai un dato di fatto. Un fisico potente come il suo, è mal supportato da muscoli troppo fragili per potergli garantire la continuità che farebbe di lui la stella del reparto avanzato. Inoltre, i tempi di recupero necessari per smaltire ogni infortunio, sono piuttosto insoliti per un giovane di 22 anni. Ai guai fisici, si aggiungono le voci e la sensazione che Pato si sia “adagiato sugli allori“.

Aver 22 anni, potersi permettere qualsiasi lusso, essere uno degli attaccanti più forti del Milan e, in prospettiva, del futuro, ed esser fidanzato con la figlia del Presidente potrebbero far sentire il Papero in una botte di ferro. Come dimenticare quei sorrisi sugli spalti dopo l’ultimo infortunio contro l’Udinese, quando la squadra era sotto per 1-0 e i tifosi erano in ansia per le sue condizioni? Certe cose, si sa, ai tifosi non vanno proprio giù. Analizzando le sue prestazioni in campo (quando disponibile), Pato alterna gare di intensità, fatte di scatti, belle giocate e gol, a partite in cui è l’ombra di sè stesso. Tuttavia, ciò che appare chiaramente è il fatto che Pato non sia pienamente inserito nei meccanismi della squadra. Spesso appare isolato, fatica a rientrare nelle manovre rossonere, e soprattutto non sembra essere ancora riuscito a conquistarsi un posto da leader nello spogliatoio.

Fa gruppo con i brasiliani, ed è comprensibile; sono state smentite le voci di possibili dissidi e incomprensioni con Ibrahimovic; Cassano è convinto che presto diventerà il numero uno al mondo. La speranza, naturalmente, è che Pato possa davvero competere con i numeri 1 al mondo, ma finchè non dimostrerà di volerlo davvero fare, difficilmente le parole saranno supportate dai fatti.

 

 

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