Lavagna tattica: l'Inter di Ranieri

Lavagna tattica: l’Inter di Ranieri


La febbre inizia a salire. Alle ore 20.45 il derby di Milano avrà inizio. Ovviamente, l’obiettivo nostro dovrà coincidere con i tre punti. L’impresa sarà però piuttosto ardua. Garantito. Ranieri, ottimo allenatore, eccellente tattico e gran motivatore, schiererà i nerazzurri con un compatto e pragmatico 4-4-1-1. Vista la posizione di classifica, l’Inter sarà costretta a fare la partita. Ma il tecnico romano opererà in modo tale che i suoi ragazzi, pur mettendola sull’intensità e sulla fisicità, tendano a rimanere bilanciati. Salvo cambi dell’ultim’ora, Alvarez verrà schierato come esterno sinistro di centrocampo, mentre Sneijder graviterà attorno a Milito. Lo schema nerazzurro tenderà quindi a trasformarsi spesso in un 4-3-2-1.

L’esterno destro alto opererà maggiormete verso il centro e uno dei due centrocampisti mediani oscillerà sul centro sinistra. Così facendo, l’Inter cercherà di soffocare la metà campo. Vincendo lo scontro nella zona nevralgica del terreno di gioco, Alvarez e Sneijder potrebbero riuscire ad inserirsi tra le linee e mettere in difficoltà la nostra retroguardia. Conclusioni dalla distanza, inserimenti e suggerimenti per Milito. Saranno queste le armi delle due muse nerazzurre. Peccato che non finisca qui. L’Inter potrà infatti affidarsi, sull’out di destra, alla spinta di Maicon che, coperto da Zanetti, sarà libero di proporsi liberamente in avanti. Un altro fattore che sorride ai nostri cugini riguarda i calci piazzati. Gran parte dei pericoli potrebbero giungere proprio da situazioni di palla inattiva. Insomma, saremo chiamati a soffrire enormemente.

Thiago Silva è recuperato. Ma, se il nostro pilastro accusasse spiacevoli ricadute, la sua assenza si farebbe certamente sentire. Eppure, con un centrocampo accorto, i due centrali potrebbero comunque disputare una prova convincente. Allegri, per contrastare l’avanzata interista, dovrà schierare una squadra corta e ordinata. Per evitare che i due fantasisti dell’Inter possano agire indisturbati, sarebbe bene che il nostro centrocampo fosse formato da tre incontristi quali Nocerino, Van Bommel e Ambrosini. Questi, specialmente MVB e Ambro, dovranno rimanere prevalentemente bloccati e aiutare il pacchetto arretrato. Bisognerà aspettare l’Inter e aggredirla sulla trequarti. Grazie alla cortina di ferro, infatti, anche i terzini incontrerebbero meno difficoltà.

Se gli interni riuscissero a capire quando stringere in aiuto del play basso e quando allargarsi per aiutare gli esterni, tutto diventerebbe più semplice. Zambrotta e il capitano, in merito, per bloccare Maicon, dovranno vivere una gara in simbiosi. Importante sarà inoltre l’apporto di Boateng: ripiegamenti ed inserimenti. Saranno questi i suoi compiti. L’importante è che Allegri non decida, per fare spazio all’inconcludente Emanuelson, di sacrificare un interditore. Se così fosse, sarebbe l’inizio della fine. Capitolo seconda punta: se Pato si fosse trovato in piena forma, il suo contributo sarebbe stato indispensabile. La difesa dell’Inter è composta da corazzieri, assai forti fisicamente e dotati di un buon senso del gioco, che peccano però in velocità. In ogni caso, lo sporco lavoro di Robinho sarà sicuramente ben accetto. Per certi versi, finalizzato a sostenere la fase difensiva, potrà essere considerato indispensabile.

Recuperata la sfera, non dovremo specchiarci troppo. Nel caso in cui lo facessimo, rischieremmo di pagare a caro prezzo le leggerezze commesse. Il metodo più efficace per colpire i nerazzurri, nonché il più elementare, è lanciare lungo per Ibra e sfruttare le seconde palle. In questo modo, gli inserimenti di Robinho e Nocerino(che lo faccia oculatamente!) e le veementi azioni di KPB verrebbero premiate. E, dal momento che Julio Cesar scenderà in campo con alcune infiltrazioni alla schiena, sarebbe utile cercare spesso la conclusione da fuori. Sia mai che l’estremo brasiliano non venga colto in castagna.

In ogni caso, il Milan non dovrà azzardarsi ad aggredire l’Inter. Dovremo aspettarli, costruire una bella diga in prossimità del limite dell’area e verticalizzare per Zlatan ogniqualvolta venisse recuperato il pallone. I nerazzurri, sul lungo andare, sono soliti calare fisicamente e perdere lo smalto. Se il Milan restasse incolume per gran parte del match, nella seconda parte di gara, gli spazi si aprirebbero. E i cedimenti interisti potrebbero facilitarci.
In sintesi: giocare raccolti, attuare l’ormai famosa cortina di ferro, attaccare lanciando lungo per Ibra, sfruttando le seconde palle e i tiri dalla distanza. Questa dovrà essere la strategia vincente.

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