Paolo, l'ostacolo per il ritorno

Paolo, l’ostacolo per il ritorno


Sedotto e abbandonato: ecco come si sente Paolo Maldini, storico condottiero di mille epiche battaglie con la maglia rossonera, quando gli viene fatto il nome del Milan. L’ex difensore in questi giorni starebbe infatti pensando di cedere alle lusinghe di altri due ex milanisti d’oro, come Leonardo ed Ancelotti, ed andare a lavorare nella dirigenza di quella che potremmo definire il nuovo Manchester City: il Psg.

Nonostante le smentite di rito il numero 3 rossonero, la cui maglia è stata ritirata come quella di Baresi, in un’intervista esclusiva su La Gazzetta dello Sport, conferma di aver avuto un contatto con la dirigenza parigina e, soprattutto, con i suoi grandi amici Leonardo e Ancelotti, ma di essersi recato nella capitale francese esclusivamente per festeggiare la prima partita del mister romagnolo come tecnico dei transalpini.

Secondo Maldini, comunque, anche l’accettazione da parte sua di un eventuale incarico offertogli dal Psg non dovrebbe essere indicata come un tradimento, anche alla luce dei continui rifiuti che “Paolino” si è visto presentare in casa Milan: “Mi volevano sia Leonardo che Allegri per un ruolo di raccordo tra squadra e società”, afferma Maldini, “sarebbero arrivate richieste di un ritorno anche da alcuni miei ex  compagni di spogliatoio mai accolte, però, dalla società”.

Non andrei lì convinto di poter insegnare il mestiere a chi c’è da 40 anni o a chi vince da 25” – questo il succo del pensiero che si evince dalla rosea – andrei lì esclusivamente con il mio bagaglio personale di esperienze, il mio amore per questo sport e la consapevolezza di dover imparare tutto. Ma sempre nel rispetto di quei valori che mi hanno accompagnato nella mia carriera: chiarezza ed onestà. Il motivo delle tante porte in faccia? Semplice, il Milan non vuole riprendermi”.

Fortunatamente”, glissa Maldini, “non ho bisogno di lavorare e mi godo la famiglia, tuttavia un giorno lavorerò nel calcio, il mio mondo, e se non potrò farlo al Milan lo farò da un’altra parte”. Anche la situazione di Del Piero alla Juventus ha turbato l’ex capitano milanista: “Non stava ad Agnelli annunciare il suo ritiro, doveva essere Alessandro, quando si sarebbe sentito pronto, a comunicarlo. Il campione con la testa pesante crea dei problemi”.

Infine Maldini parla anche dell’attualità del calcio giocato: “Il Milan resta il favorito, ma la Juve arriverà fino in fondo grazie all’entusiasmo. L’Inter, invece, la vedo ancora troppo altalenante, non dà certezze”. Ultimo pensiero su Pato: “E’ un ragazzo baciato dalla fortuna, il suo è un talento cristallino, il giorno in cui lo vedrò trascinare la squadra non tanto con i gol quanto con l’atteggiamento e la personalità lo considererò un  grande campione”.

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