Di pazienza (noi) ne abbiamo avuta abbastanza…

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Misterioso, deludente e spaesato (anche se sempre fuori posizione). Non da Milan. Urby Emanuelson, dopo aver mancato, ieri sera, un altro appuntamento per convincere, ennesima prova incolore, ha parlato a NUsport sul suo passato, presente e futuro rossonero. “Quando sono arrivato al Milan – ha dichiatato Emanuelson –, un anno fa, non è stato semplice. Mi allenavo seriamente ma non giocavo mai: era frustrante. Ho pensato più di una volta di andarmene via in prestito. In questo ambiente ci vuole più pazienza che altrove, lo dimostrano i casi Kluivert, Davids ed Huntelaar, per esempio, rimasti qui per poco tempo”.

Una bella e buona ammissione di malessere, forse (indirettamente) anche di colpa, viste le due ombrose prestazioni. Una convivenza in rossonero quasi forzata, più che piacevole: questo è il senso delle parole di Urby.“Silvio Berlusconi? Ha parlato alla squadra a Milanello – ha continuato il laterale olandese – dopo il ko interno contro il Barcellona. Ci ha detto che loro erano una grande squadra, ma anche noi, e che non potevano avere quasi il 70% del possesso palla. Da lì in avanti, secondo lui, dovevamo allenarci nel tenere bene e meglio il pallone”.

I consigli del Presidente, le sue parole certo non esaltanti. E chissà se nel prossimo futuro del Milan ci sia ancora Urby Emanuelson, sempre che lui sia d’accordo…

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