Ibra formato Champions, finalmente

Una diceria? Una leggenda? Oppure un luogo comune? Certo, i numeri erano dalla parte dei suoi detrattori, ma…mai sottovalutare Zlatan Ibrahimovic, soprattutto se rilassato e tirato a lucido da una squalifica utile ad averlo fresco in Europa.

“In Champions Ibra si spegne”  dicono, o meglio, dicevano. Trascinatore nella fase a gironi il numero 11 rossonero lo era già stato, mancava, dopo il fallimento dello scorso anno contro il Tottenham, il guizzo nella fase eliminatoria. E allora eccolo lì: solito codino, faccia da duro e niente più ossessione Champions, perché: “Sono felice anche se non la vinco”. E la nuova formula ha già prodotto effetti devastanti (per gli avversari). Per la serie se vale il detto “più vuoi meno avrai” allora…

La partita di Zlatan contro l’Arsenal è di quelle da incorniciare. Mette lo zampino in tutte le azioni rossonere e non sbaglia praticamente mai. Sul 2-0 è lo svedesone a portarsi dietro mezza difesa dell’Arsenal e a scaricare in area per il colpo di testa di Binho. Sempre suo l’assist vincente per il terzo gol, come anche sua è la rete dagli undici metri per il definitivo 4-0. Ah, e chi si procura il rigore? Manco a dirlo. L’esultanza di rabbia, di cuore segnala che quella Coppa, nonostante le smentite, la vorrebbe eccome. E ora il ritorno in Inghilterra, partita buona per consolidare l’Ibra formato Champions, sia mai che a qualcuno sia rimasto qualche dubbio.

 

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