Max e Ibra danno, Max e Ibra tolgono

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A Milano direbbero: “Uh, signùr…“.Due parole che rendono bene l’idea del pensiero senza bisogno di eventuali traduzioni. C’era una volta un allenatore senza macchia e senza paura, ma con tanto senno, in grado di far cambiare idea a tutto il sistema: via Ronaldinho, fuori Seedorf, via Pirlo, centrocampo col muscolo, factotum svedese e lo scudetto è cosa fatta. Un merito che andava al di là della vittoria in sé: dimostrava il coraggio di un uomo, di un allenatore di calcio, capace di non farsi mettere i piedi in testa da nessuno nella società di calcio più politica del mondo.

Ora, però, il prigioniero sembra essere tornato: vittima di quel suo gioco, di quel suo sistema, di quell'(ex) automatismo che ora tanto automatico non è più. Indisponibili i mediani in grado di inserirsi, tornato il “peso tecnico” Seedorf, con un Ibra tra lo stremato e l’irritante, ecco che la magia svanisce in men che non si dica. Fatica immane, come ai “bei” tempi, ad arrivare in area, giochetti al limite dell’area tra mezzepunte, mezzi ponti e mezze pippe che servono solo a spazientirci tutti, tifosi, società e forse anche gli stessi giocatori e lo stesso Massimiliano Allegri. Maxi Lopez entra all’ultimo, troppo tardi, per non parlare di Pippo Inzaghi che ha, ad oggi, una considerazione da parte del tecnico pari a quella che Leonardo aveva di Gattuso. Pari pari.

Delusione Allegri, delusione Ibrahimovic. Questa volta sì, senza scusanti. Lancio una provocazione, o, forse, pongo semplicemente una domanda: Seedorf e Ibra possono giocare insieme? E, se sì, perché quando c’è in campo il 10, l’11 non torna fisso nella sua zona di pertinenza (l’area di rigore, di tendenza) lasciando la trequarti al vecchio compagno olandese? E poi, Zlatan, quel mezzo buffetto a Storari… Col Napoli hai sbagliato, ma ti ho difeso. Questa volta non riesco. Non riesco ad accettare dall’Ibra più maturo tecnicamente e tatticamente che la storia del calcio ricordi un comportamente così immaturo a livello umano. Vuoi aiutarci (e aiutarti) a vincere questa benedetta Champions?? E allora sappi che l’Europa è per pochi eletti. Giudiziosi ed eletti.

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