La buona stella di Max, il sogno d'oro di Ibra e un vero problema: gli infortuni

La buona stella di Max, il sogno d’oro di Ibra e un vero problema: gli infortuni

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Come col Genoa lo scorso anno, ricordate? Quel colpo che risolve una gara determinante, quell’individualismo che regala tre punti che fondamentali è dir poco. Tre sassi, tre macigni come quelli di Udine. E Zlatan Ibrahimovic ormai riesce a regge fisicamente anche oltre la barriera di gennaio che spesso, tra Juve, Inter e anche Milan, lo ha limitato oltremodo. Buona notizia, questa, in vista del Barcellona. Brutta notizia, invece, l’infortunio a Thiago Silva che priverà Allegri di una pedina fondamentale nelle retrovie. Certo, l’ottima gara di Daniele Bonera fa ben sperare, ma non scherziamo: Thiago è Thiago.

Andiamo con ordine e partiamo da un dato di fatto: questa squadra ha una forza pari al numero di infortuni che subisce. Primi in classifica e primi nelle defezioni. Ibra si arrabbia a fine gara ai microfoni di Milan Channel proprio per questo motivo e non ha tutti i torti: qualche dubbio sorge. Lasciamo perdere Pato che, da questo punto di vista, sarebbe davvero come sparare sulla Croce Rossa, lasciamo perdere il buon Pippo Inzaghi visibilmente affaticato a Torino anche prima dell’infortunio e su cui pesano, irrimediabilmente, età e latitanza in campo, ma qui il problema c’è ed è serio. Anche il presidente Berlusconi si è esposto in questo senso qualche giorno fa, che è tutto dire.

Domanda: Thiago Silva era da rischiare, consci delle conseguenze in cui si poteva incappare? E’ vero, il fatto di averlo schierato titolare dimostra da parte di Allegri la volontà di chiudere al più presto il discorso campionato, ma il Milan ha dimostrato di saper andar sotto e rimontare, pur in una gara particolare, anche senza il difensore più forte del mondo. Ora sì che il rischio è davvero forte, mercoledì. Però… Però, bisogna dirlo, ci sono elementi per cui vale davvero la pena sperare: la personalità di El Shaarawy, la buona tenuta difensiva pur senza Thiago e alla presenza di uno Zambrotta ormai “alla fine”, il ritorno di Boateng. E poi c’è lui, in grado di decidere tutto e il contrario di tutto: Zlatan, ricordati, quel sogno tondo e dorato passa soprattutto per le grandi orecchie.

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