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Roma: tridente boom, ma la difesa scricchiola

L’anticipo delle ore di 18.00 della ventinovesima giornata di Serie A vedrà protagoniste Milan e Roma allo stadio San Siro di Milano. Sarà una sfida che i rossoneri non dovranno sottovalutare se vorranno mantenere inalterato il vantaggio sulla Juventus. Nessuna distrazione è ammessa, i bianconeri sono mentalmente al settimo cielo dopo aver conquistato la finale di Coppa Italia proprio ai danni del Diavolo e sono pronti ad approfittare di un eventuale passo falso della corazzata guidata da Max Allegri. Oltretutto i capitolini sono un avversario di qualità, molto dotato sul piano tecnico e reduce da due vittorie consecutive. La squadra di Luis Enrique è sesta in classifica a soli 4 punti di distanza dalla terza piazza, attualmente occupata dai cugini della Lazio, posizione che vale i preliminari di Champions League. Gli unici indisponibili sono Burdisso e Juan, per il resto il tecnico spagnolo potrà contare su tutta la rosa per provare ad ottenere un risultato positivo a San Siro.

Lo schieramento tattico sarà il consueto 4-3-3, che vedrà un attacco composto da Borini sul centrodestra, il ritrovato Osvaldo sul centrosinistra e Totti in mezzo, leggermente decentrato. “La chiave sara’ il possesso palla, questo sara’ il primo duello della partita” ha dichiarato Luis Enrique in conferenza stampa. Ciò indica che l’ex allenatore delle giovanili del Barcellona non stravolgerà la sua filosofia di gioco, la Roma verrà a San Siro per vincere esprimendo un calcio offensivo ma anche di grande intensità a centrocampo. In fase di non possesso sarà molto importante il lavoro di sacrificio operato da  De Rossi e Gago a protezione della difesa.

Punto di forza: il tridente offensivo. La linea a tre di centrocampo giallorosa composta da Gago, De Rossi e Pjanic (favorito su Greco) è sicuramente ben amalgamata e di ottimo livello. Il reparto potenzialmente determinante e maggiormente in salute della Roma è però quello avanzato. Borini vive un momento di forma eccezionale, Osvaldo è rientrato dopo un lungo infortunio nel match contro il Genoa di una settimana fa ed è stato decisivo e Totti (al rientro dopo i fastidi muscolari) quando vede San Siro si scatena. Il terreno di gioco milanese è quello preferito dal capitano giallorosso, nello stadio intitolato a Giuseppe Meazza il golden boy romanista ha realizzato ben 12 reti. Il fatto che il “Pupone” non sia più lo stesso giocatore di due o tre anni fa è un dato piuttosto evidente. Ciò però non cancella le sue meravigliose doti tecniche, che gli consentono anche giocando da fermo di regalare ai compagni assist d’oro o di colpire da fuori con tremende cannonate di collo pieno. La sua abilità nell’interpretare il ruolo di playmaker avanzato bene si amalgama con la rapidità e concretezza di Borini e Osvaldo, nonché di Lamela, che dovrebbe però partire dalla panchina.

Per quanto riguarda Fabio Borini, il talento ex Chelsea con le sue prestazioni sopra le righe è riuscito a ribaltare le gerarchie guadagnandosi il posto da titolare fisso. 9 gol in 18 partite non sono affatto male per un 21enne debuttante nel massimo campionato italiano. Luis Enrique è stato piacevolmente colpito dalla sua facilità nell’andare in rete e dalle sue ottime doti atletiche e tecniche. Niente male nemmeno la stagione sin qui disputata da Pablo Osvaldo, autore di 8 gol. L’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per quasi 2 mesi lo ha fatto tornare ancor più voglioso e determinato di prima. Il match in cui con un affondo ha regalato la vittoria per 1-0 contro il Genoa ha messo in mostra l’ottima forma dell’ex Espanjol, pericolo costante per la difesa avversaria.

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Punto debole: fase difensiva. Di sicuro dei miglioramenti nelle ultime due uscite di campionato li si sono avvertiti. Gli zero gol subiti contro Genoa e Palermo sono un dato, Luis Enrique si sta accorgendo che in Serie A l’aspetto difensivo non può essere sottovalutato. La Roma è sembrata più attenta nella fase di non possesso e di interdizione a centrocampo, ma i limiti di una difesa eccessivamente alta non sono stati rimossi. Il posizionamento della retroguardia giallorosa risulta spesso troppo spregiudicato, gli avversari in contropiede sbucano come i funghi davanti a Stekeleburg, che è costretto agli straordinari. Giocatori rapidi come El Shaarawy e Emanuelson potrebbero davvero essere devastanti ed affondare con una certa facilità. Inoltre, come se non bastasse, ci sono da evidenziare i limiti difensivi di Rodrigo Taddei e Josè Angel, proposti come terzini. Il primo, ala destra di ruolo, è stato reinventato da Luis Enrique in questo inedito ruolo, con riscontri solo in parte positivi.

Lo spirito di adattamento del brasiliano è stato piuttosto buono, ma la sua scarsa propensione nel difendere torna spesso a galla causando dei vuoti incolmabili nel settore destro. Josè Angel nasce invece terzino sinistro, tuttavia lo spagnolo risulta molto più abile nel proporsi che nel contenere le folate degli esterni avversari. Tutto ciò porta i due centrali difensivi Kjaer e Heinze a dover sobbarcarsi un lavoro enorme e il talento del primo e l’esperienza del secondo non possono evitare conseguenze disastrose. Sono poi da sottolineare le ottime qualità dell’estremo difensore, Stekeleburg. Anche se, essendo spesso lasciato solo non può fare i miracoli, l’ex Ajax compie spesso interventi prodigiosi e salva-risultato.

Giocatore chiave: Totti. La statistica sopra riportata delle 12 reti in carriera siglate a San Siro, che è il suo stadio fortunato, è un dettaglio da tenere in considerazione. Al di là delle statistiche c’è però il talento, un po’ offuscato ma non ancora scomparso del “Pupone”. Le sue doti tecniche sono elevatissime, la sua  straordinaria capacità di mettere i compagni davanti al portiere con un tocco sono merce rara e che non può invecchiare col tempo. La sua capacità di essere decisivo anche su calcio piazzato è un ulteriore motivo di preoccupazione per i tifosi rossoneri. Per contrastare il numero 10 avversario sarà molto importante il lavoro in interdizione di Mark Van Bommel.