Pato, l’ennesimo infortunio che blocca un campione

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Quando nei primi tre anni e mezzo in una squadra, a soli 20 anni, realizzi 57 gol in 125 partite, rimanere a quei livelli diventa difficile. Salgono le pressioni, aumentano le voci di mercato, strappi titoli di giornali che ti consacrano definitivamente. Sali, sali, sali fino a toccare le stelle in una notte di aprile quando regali lo scudetto al Milan stendendo l’Inter nel derby con una sonora doppietta per poi cadere in uno strapiombo infinito chiamato infortuni. E’ la storia di Alexandre Pato, è la storia di un campione che non riesce a sbocciare.

Dopo che a gennaio Galliani aveva già comprato il biglietto del brasiliano per Parigi portando a Milano Tevez, adesso altre voci di mercato vedono Pato lontano dal Milan: nessuna offerta però, ma dopo l’ennesimo infortunio che lo terrà lontano dal campo fino a dopo la sosta si vocifera di una rescissione contrattuale che farebbe risparmiare alle casse rossonere 16 milioni netti in quattro anni. Ipotesi irrealistica e disarmante: come fa il Milan a scaricare un campione (di cristallo, ndr) come Pato per evitare che dispendiosi milioni vadano letteralmente in fumo? Pato merita più rispetto. Come ricorda il caso Ambrosini (febbraio 2001): dopo la rottura del legamento crociato, Ambrosini tornò in campo 10 mesi più tardi per poi diventare il Capitano. Perchè le paure si superano insieme, mai da soli.

A Milanello le hanno provate tutte per rimettere in sesto Pato: dagli specialisti europei e quelli americani, passando per quelli brasiliani e le preghiere di Lourdes. Ma il giudizio su Pato, in questi quattro anni e mezzo di Milan non può che essere un voto alto: dobbiamo infatti limitarci a giudicare Pato per quello che ha fatto sul campo, per i suoi gol e le sue esultanza. Non per quello che Pato che non ha ancora fatto o che avrebbe potuto fare se non fosse stato infortunato. Stiamo parlando sempre di un giocatore che, quando sta bene, segna un gol ogni due partite: i numeri non vanno dimenticati.

Giornalisti e giornali, titoloni e titoli: Pato conquista tutti, a seconda del momento. Il vero tifoso milanista crede -a differenza di qualcuno in via Turati- ancora in Pato e vuole continuare a vederlo esultare sotto la Sud dopo un gol decisivo. “Pato al primo dolorino si ferma, non lotta contro i suoi infortuni”, è l’accusa di alcuni tifosi verso il talento brasiliano che incassa ma non risponde. Un gancio che fa male, ma il Papero non si scompone. Giusto così, perchè i veri campioni lasciano parlare e rispondono sul campo. Coi fatti.

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