Cassano al vetriolo: “Al Milan giocavo grazie a Ibra. Ecco perché non sono andato ai Mondiali…”

Share on facebook
Share on whatsapp
Share on twitter
Share on linkedin

Cassano grande protagonista a “Undici”. Il fantasista dell’Inter (“Qui mi vogliono bene, sono felice”) lancia una frecciata al suo ex allenatore Allegri: “Zlatan devo ringraziarlo in particolare, perché se non ci fosse stato lui a sponsorizzarmi non so quanto avrei giocato”. Poi ritorna sull’esclusione di Lippi dal Mondiale del 2010: “Mi sa che è stato qualche giocatore a spingere per non farmi andare ai Mondiali in Sudafrica”.

Nel corso del programma, condotto da Pierluigi Pardo ogni lunedì sera, alle 21:30, su Italia 2, il fantasista nerazzurro ha parlato a tutto campo dal Bari all’Inter, passando per Sampdoria e Milan, non trascurando la Nazionale.

La stagione di Fantantonio è iniziata nel migliore dei modi: “Non so se questo è il miglior Cassano di sempre, certo dal punto di vista realizzativo sì, anche se io ai gol preferisco gli assist. Nella mia carriera non ho mai reso al cento per cento delle mie potenzialità, ma va bene lo stesso. Alla Pinetina mi fanno sentire importante, da quello che conta di meno al Presidente. Per me l’importante è essere felice e qui lo sono. Ho tanti nemici nel mondo del calcio, ma all’Inter mi vogliono bene”.

Alle porte c’è il derby contro il suo recente passato. il Milan: “Non mi facevano sentire importante. Volevo giocare, o almeno che fossero chiari con me. So che i tifosi rossoneri mi fischieranno, ma io li ho sempre ringraziati per il sostegno durante i momenti negativi: purtroppo se ho litigato con loro è colpa di qualcuno”. Il “numero 99″ è pronto e rivela di essere rimasto in buoni rapporti con la maggior parte dell’ambiente rossonero: “Con i miei ex compagni mi trovo bene, li sento spesso: sono in contatto con Ibrahimovic, Yepes e soprattutto Tassotti. Galliani no, di lui non parlo. Per quanto riguarda Pazzini, non penso a chi abbia fatto l’affare e chi no: lui è un amico e spero possa fare bene, anche se non ci sono più io a dargli i palloni”. Le partenze di Thiago Silva e Ibrahimovic hanno fatto male al Milan: “Di sicuro i rossoneri ci hanno perso di più con la partenza di Thiago Silva: Ibra faceva gol, ma Thiago per la squadra era più importante. Dava sicurezza a tutti”.

L’esperienze di Roma e Sampdoria sono state importanti e caratterizzate da due liti: “A Roma ho avuto il più grande allenatore della mia carriera: Fabio Capello. Ha fatto tanto per me e io poco per lui: non lo meritava, ma la stima che ci ha legato e ci lega tuttora è immensa. Se però potessi pagare per tornare indietro e non fare quello che ho fatto, non tratterei male Garrone, il presidente della Samp: mi voleva bene come un figlio, ora stiamo cercando di recuperare il rapporto. Anzi, mi piacerebbe chiudere la carriera in maglia blucerchiata, e comunque Genova sarà la città dove vivrò quando avrò smesso di giocare”.

Rapporto in chiaro e scuro con la Nazionale: “Nel 2006 Lippi è stato onesto: mi ha chiamato per dirmi che non avrei fatto parte della spedizione in Germania. Nel 2010 invece mi sa che è stato qualche giocatore a spingere per non farmi andare ai Mondiali in Sudafrica. Ora sto bene, ma deciderà Prandelli se sarò all’altezza della maglia azzurra. Voglio andare in Brasile e giocare il Mondiale, è il mio sogno, per ora sono l’uomo dell’Europeo”.

“La Serie A spero la vinca l’Inter: la Juve in questo momento non ha rivali e il Napoli è ormai una realtà consolidata, ma abbiamo le qualità per stare a ruota ad entrambe le squadre. Milito vincerà la classifica marcatori, il Barcellona vincerà la Champions e Messi, che per me è più forte di Maradona, rimarrà il più forte anche per i prossimi 10 anni”, le previsioni del barese per la stagione appena iniziata.

La moglie Carolina Marcialis è in attesa del suo secondo genito: “Il matrimonio con mia moglie mi ha cambiato la vita, l’ha svoltata. Non so se accetterebbe il terzo Cassano in casa, ma io mi auguro lo stesso che sia maschio come il primo. Sul nome ancora nessuna decisione, sicuro non lo chiamo Evaristo, come Beccalossi”, ride.

Infine, come hanno fatto e faranno tutti gli ospiti di “Undici”, Cassano ha svelato la sua “Top 11”, la formazione del cuore: “Casillas in porta, difesa con Sergio Ramos, Thiago Silva, Yepes e Candela. A centrocampo Emerson e Palombo, con Cristiano Ronaldo, Messi e Zidane dietro all’unica punta Ronaldo. Io sto in panchina”.

(Sportmediaset.it)

CONOSCI SPAZIOMILAN?

SpazioMilan è parte integrante del Nuovevoci Network di cui fanno parte Rompipallone.it, SpazioNapoli.it, SpazioInter.it e SpazioJ.it.

Con più di 4 milioni di follower sui social network il nostro progetto risulta uno dei più seguiti in Italia.

Le ultimissime

Seguici su Facebook