Rumors dall'incontro notturno: l'esonero di Allegri? Se Guardiola traslocasse entro Natale...

Rumors dall’incontro notturno: l’esonero di Allegri? Se Guardiola traslocasse entro Natale…


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Milan-Fiorentina 1-3. Ci stupiamo? Presi uomo per uomo chi è più forte tra i giocatori del Milan e quelli della Fiorentina. Non c’è dubbio: i viola. Non dobbiamo vergognarci o nasconderci. Solo essere umili e realisti: anche se siamo il “MILAN”, quest’anno abbiamo una squadra più scarsa dell’ottima Fiorentina, allestita con grandi giocatori e diretta da un bravo tecnico.

Abbiamo comprato un centrale forte come Facundo? No. Abbiamo strappato alla concorrenza uno dei migliori esterni degli ultimi anni come Cuadrado? No. Abbiamo creduto in un regista alla Pizarro? No. Abbiamo investito su uno dei migliori attaccanti in giro per l’Europa come El Hamdaoui? No. Mettiamoci poi che in questo momento persino il vecchio e un po’ imbolsito Luca Toni è meglio di questo Pato. E allora chi è più forte? La colpa della sconfitta può essere di Allegri? Sì, ma solo per chi non capisce niente di calcio.

E’ vero che i bravi allenatori sono quelli che fanno rendere di più le squadre più scarse, ma non è detto che miracoli e imprese riescano sempre. Lo stesso discorso di Fiorentina-Milan varrà per  le prossime due partite di campionato contro Napoli e Juventus. E allora che cosa facciamo? Dopo che ieri Berlusconi e Galliani hanno confermato nuovamente Allegri, lo rimettiamo in discussione in caso di possibile se non probabile passo falso contro una di queste due squadre? Che senso ha? E soprattutto che effetto ha, se non quello di destabilizzare continuamente l’ambiente e far pian piano scemare la fiducia della squadra nei confronti del tecnico. Fiducia che attualmente c’è ancora. Come dimostrano i secondi tempi arrembanti e coraggiosi di Palermo, Malaga e appunto domenica scorsa. E allora basta metterlo in discussione. Lasciamolo stare almeno fino alla sosta natalizia, poi tireremo le somme. Questo è un po’ il pensiero uscito dal vertice notturno tra i massimi dirigenti rossoneri.

Tutto questo non significa che Allegri non sia esente da colpe. Anzi. Togliere Ambrosini per mettere Robinho, impoverendo un centrocampo già in inferiorità numerica è stata la pietra tombale sulla partita. Dopo il gol di Pazzini, il Milan stava costruendo le premesse per il pareggio, ma sguarnire il centrocampo è stato come invitare la squadra a smettere di giocare. Poi ci si è messo anche l’infortunio di Bonera e il conseguente arretramento di Montolivo a chiudere le ostilità. La sfortuna punisce sempre (o quasi) chi sbaglia.

Detto questo però non possiamo far pagare ad Allegri colpe non sue. Una su tutte: secondo voi se fosse stato per Allegri a quest’ora dove sarebbe Pato? Lo sapete benissimo: a Parigi. Con o al posto di Ibra. Allegri non ha mai avuto grande considerazione del brasiliano, ma la sua permanenza gli è stata imposta dall’alto. E il suo utilizzo anche. Perché dopo un anno di inattività e a un solo anno dalla scadenza del contratto non si può ulteriormente svalutare un capitale del genere. Pato fu pagato 24 milioni 4 anni fa, adesso vale zero o quasi. Ma che colpa ne ha Allegri? Non è nemmeno libero di non farlo giocare. Per non parlare degli altri due che, teoricamente, dovrebbero trascinare questo Milan. Per qualità e stipendi. Cioè Robinho e Boateng. Che colpa ne ha Allegri se se ne volevano andare quest’estate e non vedono l’ora di andarsene a gennaio? Non a caso appena Allegri aveva messo fuori squadra questi tre festaioli viziatelli la squadra aveva cominciato a girare. Il problema è che questo Milan, dal punto di vista economico, non può permettersi di farli appassire in tribuna/panchina. Lo stesso discorso vale per Mexes, strapagato oltre 4 milioni di euro a stagione. Anche di lui il Milan non vede l’ora di disfarsi. Ma chi lo compra con quell’ingaggio? Che colpa ne ha Allegri? Anche per tutti questi motivi Berlusconi e Galliani non lo esonerano. Perché loro sanno di chi sono le responsabilità.

A capo di tutto questo c’è poi un discorso programmatico. Il Milan non è l’Inter che cambia 3 o tecnici a stagione. Galliani sa che mandare via Allegri per prendere il classico “traghettatore” sarebbe una spesa inutile. Il malcapitato traghettatore, chiunque egli sia, otterrebbe più o meno gli stessi risultati e avrebbe la certezza di non essere confermato a fine stagione. Questo perché nella testa di Berlusconi c’è solo e soltanto il nome di Pep Guardiola. Nel 2001 avvenne una cosa simile. Il Milan cambiò Terim e prese Ancelotti. Carletto ottenne una media punti addirittura peggiore di quella del turco, ma non fu mai in discussione. Perché nella testa di Berlusconi era lui il tecnico del futuro e la sua prima mezza stagione non fu oggetto di valutazione. Oggi questo accadrebbe solo con Guardiola. Per questo motivo l’unico caso in cui avrebbe senso esonerare Allegri sarebbe dare subito in mano la squadra al filosofo di Santpedor. I problemi sono due: primo Guardiola è persuaso di accettare il Milan, secondo Guardiola è disposto ad interrompere il suo anno sabbatico e tornare subito in gioco. Il suo storico agente Orobitg ha dichiarato: “Fino a gennaio non ascolteremo nessuna proposta“.

E allora chiudiamo con una notizia. Nell’incontro notturno Berlusconi ha dato mandato a Galliani di forzare la mano e provare a convincere Guardiola a prendere in mano il Milan. Non da giugno 2013, ma da gennaio. Dopo la sosta natalizia. Se Galliani ce la farà, allora soltanto in quel caso Allegri sarebbe esonerato. Solo in quel caso. Ma per il momento restiamo tutti uniti. Anche in un’annataccia. Anche nelle sofferenze. Sempre orgogliosi del Milan. Anche di questo.

Twitter: @ruiu19




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