Silvio smentisce, ma la Cina è più vicina

Silvio smentisce, ma la Cina è più vicina


Tra le tante incertezze che regnano quest’anno sopra Milanello come una di quelle nuvole cariche di pioggia e pronta ad esplodere, c’è anche una certezza, un dato di fatto se preferite: mai come nella stagione in corso gli affari di famiglia (Berlusconi, s’intende) stanno sensibilmente prendendo il sopravvento. E quando si pensa all’extracalcio con questa costanza, è evidente che lo si faccia per distogliere l’attenzione dai fatti narrati dal campo.

L’ultima novità in casa Fininvest, la holding che, com’è noto, tutto muove e tutto puote tra gli interessi dei Berlusconi, è la presunta volontà del patron del Guangzohu, Liu Yongzhuo, di fare ingresso negli equilibri della società di via Turati. Secondo indiscrezioni, il dialogo è già stato avviato con incontri in videoconferenza. Ad ogni modo, la delegazione cinese sarà ospite del Milan in occasione della gara di Champions League contro lo Zenit San Pietroburgo, in programma il prossimo 4 dicembre a San Siro.

Per il momento si pensa ad una formula di partnership che possa essere operativa in tempi molto brevi. Silvio Berlusconi, infatti, intende favorire l’ingresso di nuovi soci, ma di minoranza. Insomma, un’operazione utile dal punto di vista economico, ma senza rischiare di dover cedere quote significative del pacchetto azionario e, di conseguenza, quote di potere. Il ruolo di Marcello Lippi è strategico. Amico di Adriano Galliani, l’ex commissario tecnico della Nazionale potrebbe cogliere l’occasione di ritagliarsi un ruolo di primo piano nel Milan, facendo prima da facilitatore nella trattativa con Yongzhuo e poi assumendo la carica di direttore tecnico. Da sottolineare anche il nome importante di Davide Lippi, figlio di Marcello e agente FIFA, in buoni rapporti con il Milan e attualmente a Milano.

Per una Cina più vicina, anche se il continuo tam-tam mediatico che vede coinvolti i cugini da quest’estate dovrebbe quantomeno far riflettere sull’effettiva possibilità di un accordo stabile e duraturo, anche Mediaset, la fetta dell’impero di Arcore da sempre più preservata e valorizzata, deve fare i conti col primo rosso della sua storia dai tempi dell’ingresso in Borsa: era il 1996. Prima Mondadori, poi il mercato immobiliare, ora Mediaset: l’azienda televisiva è in perdita di circa 88 milioni di euro (parliamo del periodo luglio-settembre) e il patron rossonero deve cercare di far quadrare i bilanci anche quest’anno. Di qui l’apertura a partnership ad ogni livello, figlie della necessità più che di una volontà vera e propria da parte del Cavaliere. E se a livello televisivo si parla con tutti, ma un accordo con Al Jazeera, Rtl o Canal+, cioé i nomi al centro delle recenti indiscrezioni di stampa, sarebbe ancora lontano, ecco che a livello calcistico l’Oriente, più che russi ed emiri, parrebbe al momento l’ipotesi più accreditata. E come insegna l’antica filosofia zen, “Non rimpiangere il passato. Guarda al futuro“. A partire da oggi, da Silvio a Milanello.

(Christian Pradelli per IlSussidiario.net)

Foto copertina AcMilan.com




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