La percentuale è minima, ma con animo e senza paura si può far male al Barça. Sperando che di “esaurito” non ci sia solo lo stadio

D. Mariani – Vicedirettore SpazioMilan.it

Siamo ufficialmente in clima Champions. Mercoledì, dopo più di due mesi di “vacanza”, ritorna la musica d’Europa. Ritorna il Barcellona. Destino, caso, sfortuna: io lo vedo semplicemente come uno spettacolo. Una partita quasi impossibile da vincere, un’emozione sempre straordinaria da vivere. Milan, giovane, inesperto ma capace di fare male, contro Barcellona, padrone assoluto del calcio mondiale.

Nessuna paura, ma la curiosità di vedere il nuovo corso dei rossoneri affrontare Messi e il mostro Barça. Sperando che di “esaurito” non ci sia solo lo stadio di San Siro, che segnerà l’incasso maggiore di sempre con più di 80.000 spettatori, superando il precedente record del marzo 2012 (0 a 0, l’andata dei quarti di finale dell’anno scorso), proprio (e ancora) quando di fronte c’era la squadra dell’ex Guardiola. Servirà cuore e passione del pubblico, ma da sole non basteranno se la squadra di Allegri non metterà in campo grinta, coraggio e voglia di colpire una squadra nettamente superiore ma non perfetta, soprattutto in difesa.

Stesso modulo e una formazione ancora da decidere, con alcune pedine da smuovere che potrebbero fare la differenza. Abbiati, De Sciglio, Zapata, Yepes, Constant, Montolivo, Flamini, Boateng, El Shaarawy, Niang e Pazzini. Questo è il Milan che farei scendere in campo. Senza la “spensieratezza” di Abate, saranno decisivi pochi cross e non sono la sua materia, e la voglia di rivalsa di Bojan, che dovrà pungere comunque ma a partita in corso, con il rischio Yepes, lento, poco adatto per affrontare i piccoli canterani ma di personalità, e senza Mexes visto il cattivo momento di forma. Niente Muntari, ancora fuori condizione, e fiducia al Boa grintoso mediano. Ci vorrà il miglior Faraone, riposato, scatenato e insaziabile nel correre dal 1’ al 90’, sarà fondamentale Pazzini con il lavoro “sporco”, sponde precise e l’intelligenza di contrastare fisicamente le diverse palle che pioveranno nella sua zona.

Senza Balotelli, l’uomo in più che con la leggera e normale flessione di El Shaarawy ha portato il Milan momentaneamente al terzo posto. In campionato la rincorsa continua ma, dopo la vittoria di Parma, essenziale ma non schiacciante, adesso arriva l’Inter e poi la Lazio: solo adesso la lotta entra nel vivo, solo dopo due risultati positivi, (almeno) una vittoria e un pareggio, il Milan potrà davvero meritare la zona Champions. In caso contrario si verificherebbe un brusco stop, non definitivo ma molto pericoloso. Certo è che con un Balotelli formidabile e un Montolivo eccellente, soprattutto, il Diavolo ha diritto a puntare a traguardi ambiziosi.

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