Mario e i suoi fratelli: come non sognare la Champions?

Balotelli-El ShaarawyMario Balotelli, si sa, non vuole mai esser banale. Non lo è nelle sue esultanze, non lo è stato nel suo percorso professionale, non lo è nelle sue interviste nella gestione dei rapporti con stampa e tifosi. Eppure nemmeno il suo fan più scatenato, forse, avrebbe potuto prevedere un impatto sulla partita di ieri sera, sullo spogliatoio e su tutto l’ambiente rossonero così positivo e immediato.

Balotelli è piaciuto ai compagni perchè ha saputo dialogare con loro, quasi fosse stato nel gruppo da sempre. Tanti movimenti azzeccati, tanta velocità abbinata ad eleganza, tanta voglia di dimostrare a El Shaarawy e Niang che possono contare su di lui. Balotelli è piaciuto ai tifosi, che hanno trovato un altro finalizzatore spietato dopo il Faraone e hanno potuto ammirare azioni e giocate di prima come da tempo non se ne vedevano a San Siro. Balotelli è piaciuto ad Allegri, che ha finalmente trovato la punta centrale di peso che da tanto tempo aspettava. Forse Balotelli è piaciuto un po’ meno a Domizzi,ma questa è un’altra storia…

I due goal da lui segnati sono molto diversi l’uno dall’altro, eppure sono entrambi pesantissimi ai fini della nostra classifica. Anzi, sono due di quei goal capaci di cambiare un’intera stagione. Sono reti che profumano di Champions, di cambiamento di rotta definitivo, di voglia di riscatto nei confronti di chi ci aveva giudicati perdenti senza averci mai visti giocare.

Non dimentichiamo, però, che a fianco di Mario e dei suoi fondamentali sigilli ci sono un El Shaarawy  e uno Niang in forma smaliante, che coprono tutto il campo in maniera magistrale e spesso e volentieri si rivelano utilissimi anche in fase d’interdizione e copertura. Un attacco stellare, giovane eppure capace di garantire la sicurezza e la continuità che di solito solo i veterani hanno. Con tre attaccanti così la Champions non deve più esser un sogno, ma un progetto da costruire giorno per giorno. Un obiettivo da rincorrere con tutte le forze e il potenziale di cui disponiamo. Nessuno in questo momento è inferiore a noi, tanto meno i cugini che tanto se la ridevano quest’estate e la Lazio, in fase calante e concentrata sulla Coppa Italia.

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