Da Rafa a Don Raffaè: monografia di un tecnico legato fortemente alla recente storia rossonera

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Arsenal v Liverpool - Barclays Premier LeagueMolti addetti ai lavori ritengono che il vero “top player” acquistato dal Napoli in questa sessione estiva di mercato non sia stato in realtà il pur forte Higuain, ma un uomo di oltre cinquantanni proveniente dal Chelsea, trascinato qualche mese fa verso la vittoria della scorsa Europa League. Il signore in questione è, ovviamente, Rafael Benitez Maudes, il nuovo allenatore dei partenopei, un vero e proprio colpo da novanta per il presidente De Laurentiis che si è affidato ad un indiscusso vincente del mondo del calcio.

Il tecnico madrileno domani guiderà i suoi ragazzi nella delicata sfida contro il Milan, club che conosce benissimo, avendolo affrontato tante volte, alcune delle quali in partite a dir poco storiche. I tifosi rossoneri lo ricordano con un misto di contentezza e disperazione, dato che l’iberico era sulla panchina del Liverpool nelle due indimenticabili finali di Champions del 2005 e del 2007. Era lui, infatti, sulla panchina dei i Reds nella tremenda notte dell’Ataturk, quando un Milan stellare si fece rimontare tre gol in sei minuti da una vera sorpresa della competizione, una squadra non eccelsa, ma capace di eliminare Juventus e Chelsea, grazie al gioco “non bello” ma incredibilmente efficace impartitogli da Benitez, prima di sollevare la quinta Champions della storia Reds al cielo di Istanbul. La storia, però, regala sempre una seconda opportunità ed ecco che due anni dopo si presenta la stessa identica sfida, ad Atene, con le squadre molto simili a 2005 e gli stessi allenatori sulle panchine: stavolta, per fortuna di tutti i tifosi rossoneri, Rafa non riuscirà a frenare l’uragano Inzaghi ed impedire ai rossoneri di esultare per la settima volta nella loro storia. Tre anni dopo la sfida dello Spyros Louis, Benitez interrompe il sessennale rapporto con gli inglesi e si trasferisce all’Inter, per prendere le pesantissime il pesantissimo testimone di Josè Mourinho: l’ex Valencia, però, si trova da subito in una situazione difficile, dovendo lavorare con una rosa logora ed appagata e riuscendo, nonostante tutto, a conquistare Supercoppa Italiana e Mondiale per club. Alla guida dei nerazzurri, durata solo sei mesi, Benitez affronta una sola volta il Diavolo, in campionato, perdendo per 1-0 grazie al rigore di Ibra, poi trascinatore verso lo scudetto. Dopodichè, quasi due anni “di riposo” prima di approdare al Chelsea e, dallo scorso maggio, al Napoli, dove è accolto come l'”uomo nuovo” in grado di dare respiro internazionale ad una squadra già top in Italia.

Questa sera, Don Raffaè, come lo hanno ribattezzato i tifosi azzurri, vivrà l’ennesimo capitolo di una lunga carriera fatta di big match e partite di alto livello. Il Milan che troverà domani sarà ben lontano da quello dei fasti europei distanti ormai sei anni, ma siamo certi che gli farà sempre un certo effetto affrontare quei colori che tanto hanno significato nella sua carriera, che da quella notte turca non è stata più la stessa…