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Galliani: “Balotelli-Matri come Inzaghi-Sheva? Speriamo. Kakà non è morto, su Pato niente da dire. Birsa? A volte il destino…”

montolivo galliani el shaarawy premio gentleman (spaziomilan)Nel corso del consueto pranzo UEFA che precede ogni sfida europea, le dirigenze di Milan e Celtic si sono incontrate presso il ristorante “Giannino” di Milano.

Presente per i rossonerto l’ad Adriano Galliani, che ha parlato alla stampa a poche ore dal fischio d’inizio.

La squadra sta bene, l’ambiente è sereno. E’ bello vedere con noi anche i ragazzi più giovani. Siamo il girone con più Champions vinte. Nelle ultime 3 stagioni abbiamo incontrato il Barça 8 volte, stesso numero del Celtic nelle ultime 9 stagioni. Diciamo che abbiamo dei clienti fissi. Matri? Ho rivisto i suoi gol contro il Celtic, speriamo che siano di buon auspicio. Il Milan europeo? Abbiamo questo marchio. E’ la quinta Champions consecutiva, con tutto quello che è successo è un risultato straordinario. Al di là delle 7 vittorie ci sono altre 4 finali, qualcosa vorrà pur dire. Rammarico per gli infortuni? E’ così, ma giocheremo comunque in 11. Non mi piace attaccarmi agli infortuni. Balotelli? E’ fantastico, è felice. L’essere arrivato nella sua squadra del cuore lo fa rendere meglio fuori e dentro il campo. Balotelli-Matri come Shevchenko-Inzaghi? Mi auguro anche di più. Le polemiche con Torino e Fiorentina? Parliamo d’altro, parliamo di quelli che giocano in Champions. Pato? Gli voglio bene, non so rispondergli. Fino al 2010 non ha avuto infortuni, i medici e i preparatori erano gli stessi di oggi. Non sono un medico, quindi non posso rispondergli, posso solo dire che per 2 anni e mezzo non ha avuto infortuni. Kakà? Si sta riprendendo, ma non è mica morto… Ha un infortunio da cui rientrerà nei tempi dovuti. È solo una lesione muscolare. Birsa? Ieri ridevamo con Preziosi, siamo due maghi del mercato. Noi cediamo Antonini al Genoa e fa gol nel derby, loro ci vendono Birsa e gioca titolare in Champions. Ci siamo fatti i complimenti a vicenda. Sembrava un piccolo scambio, ma è diventato molto importante“.