massimiliano allegri - Bilancio di fine anno del tecnico del Milan

Il bilancio di Allegri: “Spero di lasciare il Milan in Europa. Matri lo riprenderei, abbiamo anche giocato bene. Seedorf, peccato…”


UPDATE (13.45) – Queste la parole di mister Allegri ai microfoni del Canale tematico Rossonero per la lettura dell’anno che si sta chiudendo.

Subito in apertura un pensiero al 2014: “Il 2014? Spero sia come i primi 6 mesi del 2013. Gli ultimi 4 mesi in campionato siamo andati male, ma in Champions siamo agli ottavi, in Coppa Italia entriamo ora. Sono due obiettivi importanti. Fino a questo momento siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi posti dalla società. Spero di fare una bella Champions. Sono fiducioso nonostante le assenze. L’Atletico Madrid sta facendo grandi cose e sono fortissimi. Noi dobbiamo gestire le situazioni e i momenti. Quando vinci tutto sembra andare bene, mentre quando perdi tutto è da buttare. Il 2014 è da affrontare con entusiasmo. La Coppa Italia è un obiettivo e in campionato dobbiamo cercare di vincere sempre, unica soluzione. In questo momento siamo indietro in classifica e quindi dobbiamo lavorare molto di più e parlare poco. Voglio cercare di lasciare il Milan in Europa.

Un 2013 invece dai due volti come detto, con un rammarico importanti: i tanti infortuni traumatici. Il dispiacere di mister Allegri: “Rifarei tutto. Fino al 28 agosto abbiamo fatto molto bene. Poi sono successi molti infortuni. Traumatici particolarmente. Una settimana ad esempio abbiamo operato due menischi dei nostri. Rotule, ginocchia, spalle, i nostri si sono infortunati in maniera traumatica incredibilmente spesso. Siamo stati sfortunati. Con tutti questi infortuni è difficile dare quotidianità al lavoro. In tutte queste problematiche la squadra ha raggiunti gli ottavi in Europa. Mi rammarica il campionato, ma dobbiamo recuperare. Quando mancano i risultati il responsabile è l’allenatore. Mi dispiace solo non aver avuto tutta la rosa a disposizione. Non aver Stephan El Shaarawy è una tegola, così come non poter mai disporre dei terzini titolari in nessuna gara stagionale. Nessun alibi comunque, la squadra comunque dovrebbe avere una classifica diversa.”

L’istantanea del 2013? Sentiamo cosa dice Allegri: “L’immagine più bella del 2013 è a Siena, ma anche contro il Barcellona a Febbraio o contro l’Ajax. E’ da un po’ di partite che il Milan in Champions in casa non perde. Dispiace ripeto per il campionato. Potevamo giocarcela meglio. Noi faremo il massimo per arrivare più in alto possibile.”

Dal punto di vista tecnico, mister Allegri è soddisfatto dei nuovi innesti, ma anche dal resto della squadra: “Honda e Rami sono due ottimi acquisti. Honda può giocare trequartista o da seconda punta. La Società sta lavorando bene e l’anno prossimo secondo me ci sarà bisogno di pochi ritocchi. Sui giovani mi aspetto molto. Cristante è cresciuto molto, ma bisogna avere pazienza. Bisogna inserirli nei momenti giusti, senza caricarli di responsabilità. Poi ci sono giovani che sono dei fenomeni, e bisogna farli solo giocare. Saponara si è rimesso in careggiata ora dopo vari infortuni che l’hanno bloccato ad inizio anno. Nel Derby ha fatto bene. Pazzini sapevamo cosa ci aspettava. Contro l’Inter è sceso in campo molto positivamente, senza paura. Sono fiducioso. Matri ha fatto gol in tutta la sua carriera, ma tornerà ad essere importante per noi. Balotelli quest’anno ha giocato con continuità. Sarà utile per il futuro. Ha potenzialità incredibili e sarà utile per l’Italia.

Massimiliano Allegri orgoglioso del suo lavoro in rossonero: “I primi due anni di vincere lo scudetto. Il primo l’abbiamo vinto, il secondo abbiamo lottato e perso sfortunatamente. L’anno scorso con molti giovani abbiamo centrato il terzo posto. Con me in panca siamo sempre arrivati agli ottavi di Champions in Europa. Per quanto riguarda il mio lavoro l’ho sempre fatto con entusiasmo e per il bene della società.
Sapevamo che la squadra quando sono arrivato aveva ancora due anni buoni. Infatti con investimenti e con loro abbiamo lottato ai vertici italiani. Il terzo anno per esigenze economiche siamo ripartiti da zero, ma abbiamo fatto ottime cose. Non mi sento cambiato. Dipende dai momenti. Io resto sempre lo stesso, di quando sono arrivato al Milan.”

Tanti i sistemi di giochi provati dal mister rossonero, ma prima di tutto contano le caratteristiche dei propri giocatori: “Il 4-3-3 non l’ho accontanato. L’ho usato con il Barcellona ad ottobre. Chiaro non ho adesso gli uomini per farlo. Ora gioco con i giocatori più interni. Sfrutto le caratteristiche degli uomini a disposizione. Nei primi due anni ho giocato con un 4-3-1-2, ma in realtà era uno schema molto atipico. L’anno scorso eravamo molto più ordinati con El Shaarawy sulla sinistra, Boateng con libertà di svariare partendo da destra e Pazzini o Balotelli punte centrali. Quest’anno sto scoprendo altre soluzioni. E’ poco intelligente andare contro le caratteristiche dei propri atleti.”

Il futuro del Milan? In ottime mani: “Il Milan è atteso da un futuro importante. Il Presidente è sceso in campo e farà solo il bene della squadra come ha fatto in questi ultimi 30 anni. Sono stato fortunato di essere stato scelto, ma non è il tempo per rilassarsi. Questi sei mesi devono essere importanti per la squadra e bisogna dare il massimo per concludere bene la stagione.”

(Fonte: AcMilan.com)

 

Bilancio di fine anno per Massimiliano Allegri che in un’intervista alla Gazzetta dello Sport guarda con realismo ai prossimi mesi (gli ultimi sulla panchina del Milan), senza disdegnare qualche frecciata.

Non so chi sarà il nuovo allenatore, è un problema che non mi riguarda – ha affermato il tecnico toscano -. Di certo questo è il mio ultimo Natale da milanista, ma ho mangiato il panettone un’altra volta e per la verità non ho mai avuto dubbi in proposito. Lascerò una buona squadra, che si è fatta voler bene dai tifosi per il suo modo di essere. Una squadra che con qualche ritocco avrà un futuro”. E ancora: “Ero convinto di diventare l’allenatore della seconda stella, ma il mio secondo campionato al Milan è stato deciso in parte da un gol non gol. Diciamo che non siamo stati fortunati. E l’anno dopo sono dovuto praticamente ripartire da zero, eppure siamo arrivati in Champions League, e adesso siamo agli ottavi. Gli ultimi quattro mesi del 2013 sono stati disastrosi, ma ho lavorato sempre con entusiasmo e lo farò fino in fondo. Dobbiamo vivere partita per partita, con serenità, ricordandoci anche che siamo rimasti gli unici italiani in Europa”.

Quindi su Clarence Seedorf: “Nella penultima stagione a Milano ha reso moltissimo. Grande giocatore, certo avrei preferito allenarlo a 28 anni piuttosto che a 35”.

Poi sulla Champions League: “Realisticamente non so dove potremmo arrivare, ma abbiamo una buona chance di arrivare ai quarti di finale. L’Atletico Madrid è tosto e forte, ma a febbraio tante situazioni saranno cambiate. Risalire in campionato è molto difficile, siamo a 17 punti dal terzo posto. Però dobbiamo rincorrere e migliorare la nostra posizione di classifica. Tutto questo può servirci da stimolo per fare bene in Europa e in Coppa Italia”.

Allegri torna poi sulla sfortuna: “Praticamente mai i terzini titolari insieme, quasi mai El Shaarawy. Pazzini è tornato ora e i giovani sono validi, ma vanno accompagnati nella crescita. Uno come Cristante ha qualità, ma anche bisogno di tempo. Sul nuovo stop di El Shaarawy non sono stati fatti errori: ci siamo consultati con uno dei migliori specialisti del mondo, ci ha detto che il 75% delle microfratture si ricompone da sola, e purtroppo siamo caduti nel 25%. Mi spiace che a volte siano stati attaccati staff medico e preparatori, questa è una cosa che mi fa arrabbiare. Se mancano i risultati, è sempre colpa dell’allenatore”.

Una replica a chi parla di brutto gioco: “A chi lo dice rispondo che abbiamo anche giocato bene. L’anno scorso, terza stagione al Milan, ho dovuto ricominciare da zero, e anche questa volta abbiamo avuto tanti giocatori da inserire. Non è facile”. Quindi sul modulo: “Il 4-3-3 ora è difficile da applicare con i giocatori che ho. L’albero di Natale va sempre bene se ci metti in cima una bella stella”. Sui singoli, a cominciare da Mario Balotelli: “Questa stagione servirà a Mario per trovare la continuità che non ha mai avuto, visto che nessuno prima lo aveva fatto giocare titolare per tante partite. Sarà un uomo importante anche al Mondiale, potrà essere il suo anno”. Su Giampaolo Pazzini: “E’ buono per tutte le stagioni: nella stagione scorsa è stato l’unico capace di segnare in autunno, inverno, primavera. Ma è stato fermo sette mesi, ci vuole tempo a recuperare”. Su Alessandro Matri: “Non sono pentito di averlo preso, in quel momento ci serviva e comunque ha sempre fatto gol. Ne farà anche al Milan. Perché dovrebbe andare sul mercato?”.

Sul futuro: “Ho deciso di andarmene il giorno in cui si è stabilito che sarei rimasto per un’altra stagione. Mi piaceva l’idea di restare e finire un lavoro, ma quattro anni in una squadra sono tanti. Se la società non aveva alternative vuol dire che sono proprio bravo e non trovava nessuno meglio di me. Eviterei di parlare della Nazionale, che ha un grande c.t. e può fare un grande Mondiale. Vedrò quali occasioni avrò e sceglierò la sfida che più mi stimola. L’inglese? Lo studiavo già a Cagliari, per altre lingue c’è tempo. Il calcio ha una lingua universale”.

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