Nesta: “Impossibile dire no al Milan. De Sciglio? Fantastico, ma può crescere”

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Sandro Nesta si racconta. Nella sua carriera due squadre: la Lazio e il Milan. Nel 2000 il passaggio, non poco traumatico ai rossoneri: “‘Il mio trasferimento al Milan fu molto strano – spiega al Thehardtackle.com – la mattina mi allenai a Formello, era l’ultimo giorno di mercato, poi scese in campo Cragnotti che mi disse che ero stato venduto ai rossoneri. Non potevo rifiutare, tutti sapevano dei problemi del club, e quella stessa sera mi ritrovai a San Siro di fronte a 60mila spettatori. Fu traumatico perché non ho nemmeno avuto il tempo di capire cosa stava succedendo. In realtà Cragnotti pensava di vendermi già da qualche anno: il club aveva dei debiti e i nostri stipendi non erano stati stato pagati per sei mesi. Sapevo che prima o poi me ne sarei dovuto andare, ero il giocatore più costoso e dalla mia cessione avrebbero potuto ricavare parecchio. Per questo non mi sento un traditore”.

Sugli ultimi suoi anni rossoneri e sul presente: “La squadra cambiò molto, come elementi e in quanto a mentalità: onestamente non mi sentivo più a mio agio, e quando ciò avviene è meglio cambiare. Il momento attuale? Credo che oggi la società non possa spendere come faceva prima, ecco perché non può competere con le squadre più importanti a livello europeo. De Sciglio? Ho giocato con lui durante il mio ultimo anno al Milan ed è un fantastico terzino, può ancora crescere e seguire la tradizione dei grandi difensori italiani. Penso che al giorno d’oggi si preferisca insegnare ai difensori come giocare la palla piuttosto che ad essere un vero marcatore. Da un lato questo è un bene, dall’altro però non si deve dimenticare di insegnare loro come marcare un avversario”.

L’Italia al Mondiale? Penso che vincere sarà difficile, vedo favorito il Brasile. Ci sono tante differenze tra questa Nazionale e quella del 2006, quella era una squadra che giocava da molto tempo insieme, ed è un aspetto fondamentale. La sconfitta più dolorosa? Forse la finale contro la Francia a Euro 2000: non avevo ancora vinto niente in quel momento della mia carriera. Il miglior attaccante mai affrontato? Di sicuro Ronaldo: un vero prodigio, il migliore di tutti’.