Robinho all’addio: tra marzo e l’estate si decide il suo futuro

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In tanti lo criticano ma tra Allegri e queste tre gare di Seedorf, Robinho è quasi sempre sceso in campo. Le sue prestazioni sono discutibili e le voci di mercato spesso lo tirano in ballo. Il suo impaccio sotto porta lo ha spesso messo al centro del mirino dei tifosi che mai come quest’anno sono stati esuberanti nel chiedere la sua esclusione dall’undici di partenza. Il brasiliano resta, dal canto suo, concentrato sul lavoro al Milan e allontana (per ora) le sentinelle di qualsivoglia altra squadra.

Il mercato invernale ha visto la costipazione delle caselle nel reparto trequartisti, con gli arrivi di Taarabt e Honda e il non-addio di Saponara. Su 7 mezze punte per tre posti, pare quasi giusto che almeno una lasci la maglia rossonera, al più presto: a farlo potrebbe essere proprio Binho. Sì, perché in Brasile il mercato chiude soltanto a Marzo e i margini di manovra col Santos ci sono tutti. Le difficoltà nell’accordarsi tra squadre e giocatore potrebbero venire finalmente risolte e il numero 7 verrebbe rispedito in terra natia anche per giocarsi un posto al mondiale.

Giocare al Milan col contagocce vorrebbe dire rischiare di non essere convocato per la rassegna iridata che si svolgerà proprio in Brasile, tornare al Santos, invece, significherebbe essere il leader di una squadra in cui può mettersi in mostra e bloccare una maglia verde-oro con serenità. Scolari, che solo 3 mesi fa parteggiava vivamente per un Robinho al Mondiale (così diceva: “voglio lavorare su una situazione tattica in relazione alla convocazione di Robinho”),  sarà sicuramente contento della possibilità che ha il ragazzo di avere continuità in un altro club.

Solo cinque giorni fa La Gazzetta dello Sport sottolineava il fatto che il Milan avesse fermato alcune iniziative commerciali che vedevano Robinho come testimonial (smentito dal club). Pare sia proprio l’ora di partire. Tanto più che tra i mercati ancora aperti risulta quello russo dal quale Luciano Spalletti e lo Zenit San Pietroburgo chiamano a gran voce il brasiliano: questa potrebbe essere una meta ancor più gradita al ragazzo perché gli consentirebbe di rimanere sul palcoscenico europeo pur avendo molto, ma molto più spazio. E se non sarà a marzo, in estate dopo il Mondiale le probabilità d’addio salgono ulteriormente.