Torna l’incubo palle inattive: difesa sotto accusa, Abbiati compreso

La sensazione che quel colpo di testa di Diego Costa non abbia solo compromesso la qualificazione in Champions, soprattutto una vittoria che il Milan avrebbe meritato, ma anche rispolverato l’incubo palle inattive. Un classico, che costa caro in notti d’Europa ad eliminazione diretta. La dote dei Colchoneros sui calci piazzati era (ed è) un loro pregio chiarissimo, che i rossoneri non potevano non conoscere.

Quello che preoccupa però non è l’impreparazione della squadra a queste situazioni, ma peggio l’evidente disorganizzazione della stessa. Un’agonia che negli anni sembra quasi impossibile da sistemare. O forse basterebbe solo lavorarci sul serio. E invece il colpo di testa sbilenco di Abate dopo il corner si trasforma in assist involontario, Rami corre in mezzo all’area senza riferimenti, Abbiati al posto di uscire entra direttamente in rete e la palla si infila nel sacco. L’incornata di Diego Costa ha rappresentato il 18esimo gol dei 45 complessivi che il Milan quest’anno ha subito da fermo. L’anno scorso furono di più (22) a fine stagione, ma oggi siamo solo a fine febbraio; mentre il 2010/2011 si chiuse con solo 37 reti incassate in totale (e uno scudetto). C’è un intero problema di difesa, Abbiati compreso: pochissime le sue uscite dai pali, in media 1.06, addirittura 23esimo (!) in Serie A rispetto agli altri portieri.

Dall’arrivo di Seedorf in poi un miglioramento c’è stato, ma spesso l’apparenza inganna. Basti pensare che con Clarence in panchina il Diavolo ha subito 8 gol in 7 incontri (un gol a partita) in campionato, troppi. Non solo: il Milan ha 11 formazioni davanti e sé (comprese Inter, Parma, Torino, Genoa e Lazio), più della metà, che sono state “colpite” meno volte. I numeri spesso nascondono i veri problemi.

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