Tra Seedorf e Montella c’è… Renzi!

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Lo scorso 28 aprile il premier Matteo Renzi aveva detto ai suoi fedelissimi: “Non sottovalutiamo Silvio Berlusconi in campagna elettorale“. E, in effetti, aveva ragione. L’ex Cavaliere è un uomo tanto imprevedibile quanto attentissimo calibratore di parole, utilizzate quasi mai a caso. Ne è la riprova anche la strategia dialettica scelta per parlare di Milan nelle ultime settimane. Un vero e proprio “cerchiobottismo“, come piacerebbe ai vecchi democristiani, che troppo spesso viene registrato e archiviato senza andarne a scoprire sino in fondo le ragioni.

Che Clarence Seedorf sia ormai al capolinea è sotto gli occhi di tutti. E non è nemmeno più interessante sciorinare meriti e demeriti, sottolineare ingiustizie o colpe per schierarsi con lui o contro di lui. Quel che non deve sorprendere è la strategia di Berlusconi che nei giorni “caldi” è rimasto in silenzio, depennando dalle scalette televisive ogni domanda “scomoda” sulle vicende rossonere. Quindi ha scelto di complimentarsi con Vincenzo Montella, alimentando gelosie, aprendo scenari fino a quel momento trascurati e avvalorando la tesi dell’esonero dell’olandese. Il patron del Milan l’ha fatto nella settimana post-Derby parlando ad una televisione toscana seguita (che scoperta) da spettatori fiorentini.

Se riconduciamo le recenti apparizioni di Sua Emittenza alla campagna elettorale per le Europee e per le Amministrative non deve sorprendere la volontà di infastidire i tifosi viola dai quali Berlusconi sa bene di non poter intercettare grandi palate di voti in una piazza notoriamente affezionata al centro-sinistra. Non solo. E’ la piazza di Matteo Renzi, avversario-alleato (o alleato avversario se preferite), dove non a caso di voterà per il nuovo Sindaco. E così l’occasione dai più accreditata come meno ghiotta si è trasformata nel pomo della discordia che tanto ha innervosito lo stesso Seedorf in conferenza stampa sabato scorso.

Insomma, tutto calcolato e nulla lasciato al caso. Soprattutto in campagna elettorale: un aspetto da non dimenticare soprattutto quando di mezzo c’è l’uomo che ha influenzato la vita politica e sportiva del Paese negli ultimi vent’anni.