Cerci va di lusso, ma le necessità sono altrove: difesa e De Jong

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Arianna Sironi è nello staff di SpazioMilan.it dalla sua nascita, l’8 marzo 2011, ed è una delle prime firme del sito. Conduce con il vicedirettore Daniele Mariani “Milan Time”, un’ora di notizie rossonere nel palinsesto pomeridiano di Radio Milan Inter (96.1 FM e canale 288 del DTT).

Poco meno di anno fa, era il 28 agosto, il Milan scendeva in campo per disputare i preliminari di Champions League contro il PSV. Sugli spalti, a tenere banco, fu la prima contestazione stagionale della Curva Sud che espose uno striscione esplicitamente contro l’acquisto di Matri: “No grazie”. La richiesta era invece quella di un difensore che potesse far dimenticare i problemi riscontrati nella stagione precedente. Il bomber ex Juve era un lusso, la necessità invece doveva essere quella di rinforzare il reparto arretrato.

Oggi la situazione non è cambiata di molto. È arrivato Alex, c’è stata la riconferma di Rami e con Mexes, Zapata, Albertazzi e Zaccardo la coperta dei centrali è fin troppo lunga. Ma i terzini? Abate in questi anni ha dimostrato tutti i suoi limiti, De Sciglio con la sua fragilità fisica è sempre alla ricerca della consacrazione, mentre il quasi rossonero Armero non è di certo il giocatore in grado di dare sicurezza al reparto. Meglio di Constant sì, ma manca ancora qualcosa. I vari Santon e Criscito potrebbero fare al caso rossonero, ma ormai su entrambi sembra che i riflettori si siano spenti. Troppo costosi e il Milan pensa ancora al reparto avanzato sognando Alessio Cerci. Come un anno fa, un lusso che si rischia di pagare durante la stagione.

Attenzione poi al centrocampo, le continue voci su De Jong spaventano e non poco. Vero che il suo contratto è uno dei più pesanti della rosa, giusto pensare che ci siano offerte irrinunciabili per un giocatore classe ’84, ma attualmente l’olandese è l’unica certezza del reparto. Lasciarlo partire, dopo aver già perso Montolivo, sarebbe una follia. Lo abbiamo visto anche durante i Mondiali in Brasile, non è appariscente ma quando manca la squadra perde equilibrio e sicurezza. Proprio quelle cose che il Milan di Inzaghi cerca disperatamente, potrebbero tornare a breve a Milanello. Non facciamocele scappare.