Da Nesta al paradosso De Jong. E il mercato. Dicembre caldo!

Fabrizio Villa collabora con SpazioMilan.it da settembre 2011, dopo esser stato realizzatore nel 2010 per Sky Sport. E’ opinionista a “Milan Time”, un’ora di notizie rossonere nel palinsesto pomeridiano di Radio Milan Inter (96.1 FM e canale 288 del DTT).

La settimana appena trascorsa è stata la settimana delle critiche, degli interrogativi tattici tutt’altro che risolti e per qualcuno anche del ‘si stava meglio quando si stava peggio’, ovvero con Seedorf. Quando la squadra non gira, quando l’identità stenta a palesarsi, è normale e perfino corretto che queste voci raggiungano tutti i livelli della società. Non serve a nulla far finta di non sentire e andare avanti. E’ necessario ascoltare, malgrado in questi momenti non sia né facile, né piacevole.

La sconfitta di Marassi, al di là del risultato in sé, è pesante da digerire perché riduce l’autostima del gruppo e smorza il tiepido ottimismo post Udinese. Sebbene la bagarre per il terzo posto stile ‘ciapa no’, continui con una corsa al ribasso, quel che perplime è la discontinuità delle prestazioni dei rossoneri, oltre all’incapacità cronica nel non saper ribaltare partite parzialmente compromesse.

Una risposta tracciante nella la sua semplicità, l’ha fornita Alessandro Nesta nell’intervista pubblicata mercoledì dalla Gazzetta dello Sport:Il Milan oggi è questo e ha dei limiti. La qualità è scesa di molto e gli obiettivi invece no, ci si aspetta chissà cosa ma la squadra non è più quella di una volta“. Concetto lineare, conciso, che traduce in poche righe l’equivoca ambizione dell’alta dirigenza e del Presidente.

Altro equivoco messo nero su bianco invece, è quello evidenziato in questi giorni da Alberto Costa sul Corriere della Sera, riguardante il rendimento del Diavolo con De Jong in campo. Quando il 34 è sceso sul terreno di gioco, il Milan ha incassato in media 1,4 gol a partita, segnandone 1,5, per una media punti di 1,2. Senza di lui, sono 2 a partita i gol a segno e 0,6 i subiti, con una media punti di 2,3. Sulla dedizione, la tenacia e l’attaccamento alla maglia dell’olandese non ci sono dubbi -anzi per molti meriterebbe la fascia da Capitano- ma sulla sua posizione forse si. E’ vero, i numeri, le statistiche sopratutto se poco circostanziate, non dipingono necessariamente in modo perfetto la realtà, ma offrono spunti di riflessione interessanti. Anche contro il Genoa in effetti, il fatto che impostasse sempre il gioco più basso di Rami e Mexes, quasi da libero, ha arretrato il baricentro della squadra, rallentando non poco lo sviluppo già complesso della fase offensiva.

La crescita di condizione di Montolivo tuttavia, potrebbe suggerire ad Inzaghi un cambio di ruolo tra i due, provando così a migliorare il reparto che ha denunciato più difficoltà. Intanto, sempre parlando di mediani, Cigarini su Twitter ha risposto in malo modo ai tifosi della Dea, forse anticipando di qualche settimana una separazione annunciata. Sarà lui il primo tassello del nuovo centrocampo?

Twitter: @fabryvilla84

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