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Pazienza per la ricostruzione


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La parola d’ordine deve essere “pazienza“. Era un illuso chi pensava che il Milan avesse risolto tutti i suoi problemi dopo la vittoria sul Napoli e il pareggio di Roma, è uno stolto chi oggi torna a pensare che il Milan sia una squadra da metà classifica che non può ambire al terzo posto. Pazienza ed equilibrio, questo ci vuole per costruire una squadra. Questo ci vuole per vivere una stagione di “ricostruzione“. Vale per giocatori, tecnici, dirigenza e tifosi.

Pippo Inzaghi lo sa bene: non si è esaltato per Natale, non si deprime all’Epifania. Va avanti per la sua strada: sa quali sono i limiti e quali i difetti da correggere. Paradossalmente, per caratteristiche di gioco e giocatori, questo Milan è molto adatto ad affrontare avversari che “fanno” gioco e quindi tecnicamente più dotati. Va invece in difficoltà quando trova una squadra che si difende bassa e che gioca il contropiede manovrato. Il Sassuolo, in questo senso, era il peggior avversario possibile. Di Francesco gioca proprio così, e non a caso ha fermato le capoliste Roma e Juve. Gli emiliani difendono sempre in 8 e poi ripartono con lancioni ai tre davanti che sono davvero molto molto bravi, certo non un tridente da “salvezza”. Paradossalmente per questo Milan è più difficile affrontare il Sassuolo che la Roma. Questo è il primo aspetto da correggere per puntare al terzo posto.

La seconda anomalia della partita di ieri è stato il calo di tensione dopo il vantaggio di Poli, una debolezza che il Milan “operaio” di quest’anno non deve assolutamente concedersi. Ma questa stagione è stata presentata fin dall’inizio come una stagione di “alti e bassi”: questa con il Sassuolo e la sconfitta interna con il Palermo sono appunto i “bassi”. Se non ci fossero la squadra potrebbe lottare per lo scudetto. Evidentemente non è così. Bisogna capirlo, accettarlo ed avere pazienza.

Inutile illudersi che il mercato possa dare soluzioni decisive, soprattutto a gennaio. A Cerci bisogna dare il tempo di rimettersi in sesto ed entrare nel meccanismo per il quale il mister lo ha fortemente voluto. Ma anche qui non si può pensare che tutto accada schioccando le dita. Io penso da giugno che con Cerci il Milan possa davvero arrivare terzo. E come ho sempre detto, se la dovrà vedere soprattutto con la Lazio e, in seconda battuta con Napoli e Inter. L’unico rammarico è che se l’ala di Valmontone fosse arrivata in estate adesso sarebbe già al top e magari avremmo qualche punto in più. Ma non c’è problema, abbiamo tutto il tempo per centrare l’obiettivo e per provare a vincere la Coppa Italia. A proposito, chissà che la sconfitta di ieri non sia salutare e didattica, visto che ce la vedremo di nuovo col Sassuolo. L’importante è continuare a remare tutti dalla stessa parte. Ale Ale Ale

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