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De Sciglio, traffico sulle corsie: è il momento di fare il centrale?

Arianna Sironi è nello staff di SpazioMilan.it dalla sua nascita, l’8 marzo 2011, ed è una delle prime firme del sito. Ha condotto con il vicedirettore Daniele Mariani “Milan Time”, un’ora di notizie rossonere nel pomeridiano di Radio Milan Inter (96.1 FM e canale 288 del DTT).

14 presenze e 1.170 minuti giocati tra Serie A e Tim Cup. Un bottino amaro per chi, dopo la convocazione al Mondiale in Brasile a soli 22 anni, sperava di raggiungere nuovi e ambiziosi traguardi tra cui costanza di rendimento, titolarità e fisico finalmente ok. Ad oggi, Mattia De Sciglio non è riuscito ad ottenere nessuna di queste skills. Le colpe? Quella principale è da attribuire ai continui infortuni che hanno limitato la sua disponibilità, poi ci sono i problemi legati ad una personalità che ancora fatica ad emergere in campo, il tutto con l’attenuante dell’ennesima “stagione no” per tutta la squadra.

Da lunedì il terzino ha incominciato a lavorare col gruppo, la fascite plantare, che l’ha bloccato in infermeria da inizio gennaio, sembra sconfitta e sabato contro il Palermo dovrebbe accomodarsi in panchina, pronto a subentrare e riassaporare il profumo del terreno di gioco. Il problema però saranno tutte le gare successive (Sampdoria, Inter, Udinese, Genoa, Napoli, Roma, Sassuolo, Torino Atalanta): quale sarà il ruolo di Mattia?

A destra c’è Abate, il cui rinnovo di contratto è ormai una certezza, a sinistra Antonelli, il figliol prodigo ritrovato e in procinto di essere riscattato dal Genoa. Difficile muoverli da lì per più di una partita, com’è arduo pensare di poter costringere una delle promesse più interessanti del panorama italiano a fare il 12esimo uomo. In estate si faranno i conti, ancor più per via di un contratto in scadenza a giugno 2016. Se il Milan vuole ricavare qualcosa dovrà vendere nei prossimi mesi oppure… trovare un nuovo ruolo al ragazzo.

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Destra, sinistra: ma perché non centrale? L’esperimento lo aveva già fatto Allegri, in situazioni d’emergenza, e non era nemmeno andato così male. In tanti lo dicono da tempo, vedi Eranio, suo allenatore nei Giovanissimi Nazionali (“Nasce centrale difensivo con la dote innata di saper leggere prima di tutti le situazioni ed una grande velocità di punta, il suo unico problema era il fisico: era molto esile ma la società è stata brava a farlo crescere. Vorrei vederlo come centrale perché è cresciuto lì ed ha giocato in tutte le giovanili rossonere in quel ruolo, solo in Primavera gli cambiarono la posizione”), oppure Lodetti (“In quella posizione ha già giocato. Potrebbe diventare il difensore centrale rossonero del futuro”). In un parco centrali ampio, ma non certo di qualità eccelsa De Sciglio potrebbe ritrovare il suo vero ruolo e magari quella maturazione che stiamo aspettando da tempo.