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Udinese: mediana strong e Di Natale cecchino, ma la difesa…

Oggi pomeriggio, alle ore 18.00, il Milan affronta al Friuli un’Udinese reduce dal pareggio interno contro il Chievo e determinata a chiudere quanto prima il discorso salvezza aritmetica. I friulani sono una compagine ostica e tignosa che, non vincendo una partita dall’8 marzo scorso, farà il possibile per darci del filo da torcere e metterci in difficoltà. Quando in forma, specie se supportati da un assetto tattico equilibrato e intelligente, gli uomini di Stramaccioni sanno essere una squadra solida e aggressiva, capace di chiudersi bene, fare filtro in mediana e ripartire in maniera efficace e incisiva.

Punti di forza: il centrocampo; Di Natale.
In campo con un 4-3-2-1 che può scomporsi con facilità in un 4-3-1-2 a rombo, i friulani possono contare su un centrocampo composto da corridori in grado di recuperare un buon numero di palloni, proteggere la retroguardia, assicurate intensità e dinamismo, avviare azioni di contropiede ed effettuare incursioni nell’area avversaria. Insomma, i mediani dell’Udinese sanno essere veri e propri mastini, abili in fase di non possesso e inclini a inserirsi al meglio tra le linee. Ma non finisce qui. In attacco, l’Udinese può fare affidamento su un Di Natale ancora in grado di tenere in apprensione le difese avversarie e rendersi pericoloso.

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Punto debole: la difesa.
Sulle corsie laterali, in fase di non possesso, l’Udinese potrebbe incontrare problemi. Widmer e Piris, bravi a proporsi in avanti con regolarità, spesso non presidiano con la dovuta attenzione la corsia di competenza e, se puntati, faticano a imporsi e possono essere superati con facilità. Meglio non va al centro, dal momento che un Danilo completo e affidabile non è sempre in grado di coprire le lacune di un Domizzi dotato di senso del gioco, forte sotto l’aspetto fisico, discreto in impostazione, ma lento, un po’ troppo legnoso e soggetto ad amnesie.

Giocatore chiave: Allan.
Incontrista roccioso, dinamico e grintoso, il mediano brasiliano, che può essere utilizzato come centrocampista arretrato e come interno, sa interdire con efficacia e regolarità, recuperare palloni, garantire equilibrio e protezione alla difesa, dare il là ad azioni di rimessa e, quando possibile, inserirsi. Dalla sua prestazione, così come anche dalla prova dei propri compagni di reparto, potrebbe dipendere il risultato dell’incontro.