Il mercato delle seconde linee: sfoltire la rosa è d’obbligo

Il mercato delle seconde linee: sfoltire la rosa è d’obbligo


Al termine dello scorso anno, la FIGC ha stabilito che le rose delle squadre di Serie A devono essere composte al massimo da 25 calciatori, di cui quattro cresciuti in Italia e altrettanti cresciuti nel vivaio del club per cui sono tesserati. Per questo motivo e per diversi altri, sarà importante per il Milan vendere tutti i giocatori che sono stati scarsamente utilizzati nella scorsa stagione per avvicinarsi al numero imposto dalla Federazione e magari risparmiare qualche soldo da investire altrove. In quest’ottica, ci risulta difficile pensare che uomini come Zaccardo ed Albertazzi possano rimanere in rossonero anche con Sinisa Mihajlovic. Non sono i soli però.

Tolti i giovani che rientreranno dai vari prestiti dai campionati minori italiani, torneranno a Milano anche Nocerino, Birsa, Matri e Didac Vilà. Giocatori che molto probabilmente saranno messi immediatamente sul mercato. Discorso diverso quello di Niang, che ha dalla sua un’esperienza positiva con la maglia del Genoa e soprattutto un’età che permetterà al Milan di poter investire su di lui per il futuro. Torneranno alla squadra d’appartenenza i vari Bocchetti, Destro e Van Ginkel che hanno trascorso la scorsa stagione in prestito al Diavolo. Non è escluso che per tutti e tre, non possa esser fatto un timido tentativo per trattenerli anche per il prossimo anno.

Hanno prolungato il contratto Abate e De Jong, ancora da definire la situazione di Bonera e Abbiati. Il portiere sembra sia stato convinto a rimanere anche per la prossima stagione, mentre il centrale difensivo non è ancora sicuro di rinnovare e potrebbe anche profilarsi per lui un addio alla maglia rossonera. Tutte queste trattative però sono difficili da portare a compimento, i giocatori elencati sono di poco valore e soprattutto di scarso interesse generale. Tutti però con una cosa in comune, ingaggi troppo alti per riuscire ad essere accontentati da altre squadre. Paradossalmente sembrerebbe più semplice acquistare un campione da 40 milioni di euro che cedere giocatori come Zaccardo e Albertazzi.

Non vogliamo fare polemiche, ma il loro score nell’ultima stagione è a dir poco imbarazzante: tre presenze per il primo e zero per il secondo in campionato, il valore aggiunto nel futuro del Milan è pressoché nullo. Risparmiare gli ingaggi e cedere le seconde linee, garantirebbe un discreto gruzzoletto per le casse rossonere. Soldi da investire in piccole operazioni di calciomercato, senza ricommettere gli stessi errori fatti in passato però. Servono giocatori validi e volenterosi, magari giovani e con buone prospettive di crescita. Se si vogliono valorizzare calciatori con questo profilo, perché non prendere in considerazione i ragazzi della Primavera? Sarebbe un passo avanti rispetto allo scorso anno.

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