El Shaarawy e quell'addio poco doloroso. In attesa del sogno Ibra

El Shaarawy e quell’addio poco doloroso. In attesa del sogno Ibra


Christian Pradelli è giornalista professionista e direttore di SpazioMilan.it dalla sua fondazione, l’8 marzo 2011. Dirige parallelamente il free-press pomeridiano MI-Tomorrow. Collabora con La Gazzetta dello Sport e Leggo. Conduce il varietà sportivo “Falla Girare” su Radio Reporter ed è opinionista per Milan Channel. È la voce ufficiale del Milan per TopCalcio24, canale del gruppo Mediapason (canale 114 del DTT).

Stephan El Shaarawy resterà per tutti i milanisti il simbolo di una speranza. Quella di rinascere dalle ceneri di un Milan dilaniato, nell’estate 2012, dalle partenze di Ibra e Thiago Silva insieme agli addii di Nesta, Gattuso, Seedorf, Inzaghi e Zambrotta. Quel ragazzino dalla cresta sempre perfetta aveva sorpreso tutti con la sua voglia di mostrare al mondo le doti tecniche e la determinazione di un grande campione. Piaceva per il modo di stare in campo, per i gol (pesanti) e per le maniere pacate. Anche il Presidente Berlusconi l’aveva eletto a suo “pupillo”, se non fosse stato per quei capelli da ribelle. Poi la favola si è spenta pian piano. Prima l’astinenza sotto porta, poi l’infortunio. Quindi il ritorno e un altro lunghissimo stop. E la scorsa stagione è stata ancora travagliata. Morale: grande talento, ma poco solido per poterci costruire intorno un progetto vincente come quello che sta provando a fare Mihajlovic. E allora arriva l’inevitabile cessione. Kondogbia, inseguito dal Milan per giorni interi, finisce all’Inter e paradossalmente favorisce l’arrivo di tanti milioni nelle casse rossonere. Già, che paradossi può comportare il mercato!

L’addio del Faraone, tuttavia, è il meno doloroso di quelli roboanti degli ultimi anni. El Shaarawy era senz’altro una delle poche miniere d’oro in grado di garantire entrate robuste in casa Milan. Gli arrivi di Bacca e Luiz Adriano, insieme ai ritorno di Matri e Niang, al rilancio di Menez e Cerci non facevano intravedere grandi chance per il giovane attaccante italo-egiziano. Meglio cambiare aria per lui, meglio cogliere al volo l’occasione economica per il Milan. Anche i tifosi sembrano convinti della bontà dell’operazione, come dimostra un sondaggio pubblicato sui social di SpazioMilan.

Mihajlovic avrà avvallato l’affare anche per ragioni tecniche (in quanti avevano creduto davvero all’ipotesi di trasformare Stephan in un centrocampista?). Ma ora il tecnico serbo aspetta nuovi segnali dal mercato. In difesa il pallino resta Romagnoli, mentre in generale il sogno (l’unico in piedi) è Ibrahimovic. Lo svedese non sarebbe, come erroneamente sottolinea qualcuno, la cosiddetta “ciliegina sulla torta”. Intorno a Zlatan si costruirà il progetto del nuovo Milan. Convinti, tutti (nessuno escluso), nella concreta possibilità di compiere il salto di qualità. Quello decisivo per insidiare la Juve. Con buona pace di tutti gli altri. Sarà lui a farci dimenticare presto i fasti (passati) di El Shaarawy.

Twitter: @Chrisbad87

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