Ogni reparto ha problemi: dalla difesa a Balotelli, fino al modulo. Mihajlovic deve fare di più

Impossibile che dopo sole sette partite ufficiali, contando anche la gara con il Perugia di Coppa Italia, e neanche centro giorni dall’insediamento di Mihajlovic la formazione rossonera potesse essere ben oliata, con un meccanismo vincente. Ma qualcosa in più da questo Milan ce lo si aspettava, soprattutto per le buone premesse estive e per un mercato molto ricco.

A Milanello c’è ancora nebbia fitta dopo il primo mini-bilancio del nuovo cammino: discontinuo e alternato. Troppo spesso si sono riproposti i difetti dell’era Inzaghi, quando il Diavolo mostrava fragilità e pochissimo gioco. Questa una delle critiche mosse da La Gazzetta dello Sport nell’analisi ai raggi x dei reparti. In difesa si denota una certa leggerezza. Al centro ok puntare su Romagnoli ma al suo fianco ci sono stati eccessive rotazioni, da Rodrigo Ely fino ad Alex passando per Zapata che di fatto è da considerarsi il compagno dell’ex Roma però non una sicurezza: dalle stelle a Udine alle “stalle” di Genova. In fascia né De Sciglio né Abate sono al top, di conseguenza serve il ritorno di Antonelli (già in panchina a Marassi).

A centrocampo esiste un problema di coesistenza fra Montolivo e De Jong: per averli entrambi Sinisa dovrebbe cambiare modulo perché l’olandese da mezzala non funziona. Indispensabile a questo punto uno come Kucka, capace di garantire gamba e concretezza in mediana; più di Bertolacci, un flop fin qui. L’attacco, infine, va registrato perché Balotelli, splendido ma folle solista in un’orchestra in sintonia, ha rimescolato le carte e messo in dubbio la coppia Bacca-Luiz Adriano. I problemi non finiscono mai.

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