Quale passo indietro? Mica siamo da Europa League?

Quale passo indietro? Mica siamo da Europa League?


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Sento e leggo di “occasioni perse” e “salti di qualità mancati” dopo il pareggio contro l’Udinese. Ma come? Il nostro amministratore delegato, nonchè presidentessa in pectore, ci ha detto che il nostro obiettivo è l’Europa League! E il pareggio contro l’Udinese ci tiene in piena corsa per l’Europa League. Consideriamo che la Juve, finalista di Coppa Italia, certamente andrà in Champions e che quindi si libera il sesto posto in classifica per l’Europa League. Siamo per l’appunto sesti, a + 6 dal Sassuolo e quindi abbondantemente “qualificati” per la coppa minore. Aggiungiamo poi che in questa giornata hanno pareggiato Fiorentina e Inter, che sono le nostre dirette concorrenti per il quarto e il quinto posto. Quindi? Occasione persa di che cosa? Quale salto di qualità?

Ovviamente il mio è un discorso paradossale. Ma il messaggio è chiaro: dobbiamo mantenere un po’ di equilibrio. Tutti. La verità è che questa squadra non ha uno dei primi tre organici nella scala dei valori del nostro campionato e quindi è giusto che alla fine approdi in Europa League. Che sia quarto, quinto o sesto posto. Il punto è che non dovrebbe e non deve essere un allenatore, un presidente o un dirigente a porre obiettivi al ribasso e a fornire alibi a giocatori che di scuse e di agi ne hanno fin troppi. Dire a una squadra di ragazzi strapagati alla vigilia del derby: “Siamo da Europa League” è come fornire loro una giustificazione preventiva in caso di sconfitta. Se poi questo avviene a metà gennaio si concreta il rischio di gettare alle ortiche l’ennesima stagione. Quello che bisogna fare invece è motivare e caricare la squadra alla caccia del bersaglio grosso, per l’appunto il terzo posto. Se poi non ci si riesce amen, ma almeno ci si prova. Se per esempio si pareggia giocando un gran secondo tempo e strameritando di vincere come contro l’Udinese, non è un dramma. Anzi. Piccolo retroscena: la famosa battuta della “presidentessa” sull’Europa League è stata utilizzata e ripetuta come un “mantra” da mister Mihajlovic proprio per motivare la squadra prima e dopo il derby. Della serie: “Dimostriamo a tutti e a tutte che non siamo da Europa League, anzi“. Più o meno una roba così. Bravo Sinisa che sei riuscito a volgere in positivo un’uscita fuori luogo. Soprattutto per il ruolo che ricopre la Dottoressa.

Sotto l’aspetto motivazionale Sinisa è un maestro, cosiccome è bravissimo a farsi scivolare addosso polemiche, critiche, punzecchiature e pressioni. Anche quelle del presidente. Per esempio, altro retroscena: nell’intervallo del derby Berlusconi aveva invitato Galliani a sollecitare con Mihajlovic la sostituzione di Niang. Il tecnico ha tolto sì Niang. Ma dopo il 3 a 0… Altra scelta benedetta del Mister. Mister che probabilmente sa già quale sarà il suo destino a fine stagione. Ma ci va incontro a testa altissima. Cosiccome altissimo sarà il valore del lavoro svolto da Mihajlovic. E il suo successore ne raccoglierà i frutti. Il nome del successore non lo ripetiamo perchè ormai ne abbiamo già parlato troppe volte. Anche se qualcuno si ostina ancora ad accostarlo al Chelsea. I blues hanno già scelto il tecnico del loro futuro ed è Massimiliano Allegri. Eppure da noi secondo qualcuno “el non capiva un...”. Oppure era “inaccettabile”. Pazienza, acqua passata.

Pensando invece al presente, la partita contro l’Udinese ha certificato che questo Milan senza Bonaventura non può stare. Speriamo che recuperi per il Genoa. Non buona la prospettiva di fare a meno di Kucka e, nel breve anche di Niang. Dall’altra parte i recuperi dei vari Balotelli, Boateng e Menez sembrano molto lontani dall’essere completati. Paradossalmente quello più avanti dei tre sembra proprio Marione. Chiusura sul futuro: come per lo stadio, anche per Mr Bee, purtroppo i nostri dubbi/scetticismi hanno trovato piena conferma a un anno di distanza. Il Milan rimane un asset in vendita che al prezzo di 1 miliardo di euro non ha mercato. Spiace che per un anno intero moltissimi colleghi abbiano creduto alla fatina delle fiabe travestita da broker thaliandese che portava 500 milioni per lasciare la presidenza a Berlusconi. Adesso l’incantesimo è finito. Mr Bee tornerà a organizzare le sue partite di beneficenza dopo essersi fatto un bel po’ di pubblicità. I tifosi come me che non si sono mai illusi non ci rimarranno male. Il problema vero è solo degli aspiranti addetti stampa che rimarranno delusi.

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