Romagnoli: il Milan ha fatto 13!

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C’era chi lo associava a Nesta, chi vedeva in lui il futuro difensore della Nazionale, chi per una serie di motivi appoggiava la scelta della Roma e sbeffeggiava quella del Diavolo.  Sul groppone un’ingente somma di denaro che non ha fatto altro che incrementare le malelingue e aumentare il numero di diffidenti. Serviva tanto coraggio e voglia di scrollarsi di dosso paragoni e falsi miti. La partita per il momento l’ha vinta lui: Alessio Romagnoli, classe ’95, una vita davanti e una piccola pietra miliare poggiata sul prato verde di San Siro. L’ultima “calpestata” domenica scorsa contro l’Udinese dei vari Di Natale e Perica in panchina e dei tanti Armero e Zapata scesi in campo. Diverse chiusure e qualche propensione sulla fascia: questo il biglietto da visita per gli spettatori.

Capace di vincere e convincere anche i più scettici, anche in fase d’attacco: un assist al volo per i compagni e discreta capacità di presenziare una zolla di campo non sua; sul colpo di testa a botta sicura di Bacca, il primo pronto a colpire di rimessa. Insomma un’altra buona prestazione per il piccolo gigante, silenzioso agli occhi delle telecamere, ma non per questo punto di riferimento per i compagni. Una presenza fissa, si potrebbe definire una sicurezza per la porta capitanata da Donnarumma. Con i vari Zapata e Thereau a insinuarsi nell’area di rigore avversaria e il difensore a negargli la gioia personale con spallate e chiusure puntuali. Quasi a portare per mano tutto il pacchetto arretrato, per un giocatore iniziato dai vari Silvestre e Munoz e maturato con l’esperienza del brasiliano Alex. Lo aveva dimostrato allora e lo continua a dimostrare tutt’oggi: tecnica, tanta, tranquillità palla al piede, prestanza fisica e senso della posizione in campo.

Contro l’Udinese è stata una delle tante belle partite messe a segno fin qui dal difensore, ormai autore di una striscia positiva invidiabile. Dove non arrivava il compagno di reparto arrivavano i suoi centimetri e la sua voglia di dimostrare quanto possano valere ora quei 25 milioni di euro spesi in estate. Il risultato di domenica scorsa non collima con il rendimento dimostrato nei 90 minuti dal giocatore. Nulla è al posto giusto per uno che ormai del Diavolo ha fatto la propria casa.

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