Niang, la perla e il rosso. Ma la società lo perdona

Lo specchio rossonero è Niang: un bel gol per l’illusione di aver riaperto la gara e poi l’ingenuità, consapevole, sull’espulsione. Il rosso è stato sciocco e comporterà la squalifica con l’Udinese, ma nulla più spiega La Gazzetta dello Sport: per la società viene considerato un errore, evitabilissimo, su cui poter passare sopra. Niente nuova “Niangata“, dunque, stile guida senza patente o tuffo in piscina dal tetto di una villa (lì sì che arrivò una multa).

A Napoli tanta maturità promessa nel corso della tournée americana per un attimo è svanita, comportando il doppio giallo – fallo su Reina – che a 3′ dal termine e con i padroni di casa avanti 3-2 ha azzerato la debole speranza del Milan di ripareggiare il parziale. M’Baye è stato responsabile subito dopo, dispiacendosi già a caldo al San Paolo e scusando ieri sui social personali. A dire il vero Montella aveva derubricato presto la questione, arrabbiandosi più per la mancanza di scaltrezza – a differenza del portiere spagnolo – del giovane attaccante francese. Per l’allenatore rimane un punto di riferimento, la principale sorpresa nelle parole della sua conferenza stampa di presentazione. E il campo gli sta dando ragione, perché sabato sera prima del fattaccio era stato protagonista positivo: molto meglio di Bacca nella prestazione e pari a Suso nel numero dei gol.

Montella AcMilan_9A livello offensivo nessuno ha avuto numeri migliori: 5 tiri, 2 lanci, 3 occasioni create e 3 falli subiti. Insomma il ragazzo c’è e si è visto pure nell’esordio di San Siro col Torino. Mancherà al rientro dalla sosta, magari il tecnico rilancerà Honda o farà giocare Lapadula dall’inizio, ma resta molto importante per l’equilibrio della squadra. Che deve imparare ad essere meno nervosa, uno dei vari aspetti da correggere al più presto.

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