Montella sbaglia e paga l'arroganza tattica dei terzini, Bacca sparisce: il Milan si ferma ma cresce

Montella sbaglia e paga l’arroganza tattica dei terzini, Bacca sparisce: il Milan si ferma ma cresce

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Il Napoli vince senza il bel gioco, il Milan meritava il pareggio ma ha pagato a caro prezzo l’avvio shock, ingenuo a farsi arrostire in meno di seicento secondi. Nel primo tempo ha fatto danni l’arroganza tattica di Montella nell’andare a pressare in avanti sugli esterni e per di più con i terzini, analizza La Gazzetta dello Sport. Abate stava altissimo nella scacchiera, Calabria un po’ meno e il devastante 1-2 a 0 è arrivato per colpa di tale scompenso.

Le fasce difensive, così, arrancavano e subivano le imbucate di Insigne e Callejon, Paletta e Gomez uscivano e venivano sorpresi dagli scatti dei meravigliosi “puffi” di Sarri. Mertens si è spesso dissociato dalla sua posizione di falsissimo nove, riempiendo lo spazio sugli esterni e creando una superiorità schiacciante, fornendo (anche) i due assist decisivi. Attaccare gli azzurri sul loro territorio preferito non è stata una brillante idea. L’”arrembanza” di Abate è stata inversamente proporzionale alla precisione dei cross e ha cannibalizzato Suso, costretto a soffocare il proprio talento per coprirgli le spalle. Donnarumma, incerto in occasione del raddoppio, ha poi ringraziato per il 3-0 mancato, di fatto innescando l’implacabile legge del “gol sbagliato gol subito”: quello di Kucka è stato viziato dal regalo della coppia Jorginho-Tonelli, che gli ha concesso una prateria corsa fino in fondo e terminata in rete. Nella prima mezzora della ripresa, poi, il Milan sembrava il Napoli per padronanza del pallone, intensità e capacità di inchiodare l’avversario nella propria metà campo: mai vista la squadra di Sarri così passiva e obbligata a vivere di avanzi, di ripartenze rosicchiate e sciupate.

Il possesso palla dà ragione a questa tesi: i partenopei si portano a casa solo il 43.1%, il tasso più basso della stagione. Il Diavolo della ripresa ha smesso di andare all’avventura, più equilibrato, è stato sfortunato e ha pagato la latitanza di Bacca. Da segnare l’incrocio dei pali pieno colpito da Pasalic di testa e una golosissima palla messa in area piccola in scivolata da Abate ma non raccolta da Carlos, fuori posizione. Il Milan ha rallentato il cammino, una vittoria su cinque, paradossalmente – chiude GaSport – quando aveva smesso di speculare decidendo invece di investire di più su se stesso. Forse è una tassa da pagare per crescere ancora ed essere al top in primavera.

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