Montella e un gennaio sempre indigesto: è il suo peggior mese dell’anno. Ma il Milan non può fermarsi

Il bel Milan della seconda parte scorso anno, dopo aver brindato al 2017 sorseggiando spumante grazie alla Supercoppa vinta a Doha, rischia di doversi preoccupare in fretta. È arrivato gennaio, il mese della ripresa del campionato – e il calendario non scherza: Cagliari, Torino, Napoli e Udinese – e il mese peggiore delle squadre di Montella. Se al ritorno dalla sosta, in generale, non è mai stato fortunatissimo (nove sconfitte in 21 gare), all’inizio del nuovo anno i risultati calano bruscamente e di conseguenza si abbassa la media punti, molto inferiore rispetto al resto della stagione.

In questi casi, i numeri valgono più di mille parole. L’Aeroplanino in rossonero ha finora conquistato 33 lunghezze in 17 giornate (media 1.94). Da gennaio 2012 – la sua carriera in panchina è cominciata a Roma nel febbraio 2011 – a gennaio 2016, invece, fra Catania, Fiorentina e Sampdoria ha “giocato” 22 partite e messo insieme solo 22 punti: 5 vittorie, 7 pareggi e 10 ko. Il Diavolo, dopo Roma e Atalanta, è scivolato al quinto posto ma la zona Champions rimane alla portata: in ballo il recupero con il Bologna e il Napoli, terzo, è solo a +2 e verso la metà del mese arriverà a San Siro. Necessario un rendimento alto e costante fin da subito, quindi sconfessare questi dati di fatto e riuscire a non rovinare in poco tempo quel tesoro messo insieme nel recente passato. ne andrebbe della classifica e soprattutto dell’intera Serie A.

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montella-milan-atalantaDifficile capire i motivi del clamoroso calo: forse gli avversari o, si interroga Tuttosport, il grande lavoro fisico e atletico proposto dall’allenatore alla rosa durante la pausa invernale. Un carico eccessivo? Un lavoro che da marzo in poi si vede e si sente, ma che inevitabilmente non fa bene nell’immediata – e già decisiva – ripresa. Dodici mesi fa la Samp partì vincendo il derby, poi però arrivarono 4 passi falsi di fila. La prima gara dell’anno resta proprio una sofferenza: solo un successo e nel 2014, l’unico a parte la gioia di Marassi, ai tempi della viola. Sarebbe meglio invertire la rotta.

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