SM RELIVE/ #AskDeSci: "La fascia da capitano è un onore, mi ispiro a Maldini. Allenarmi con i campioni dell'annata 2011/2012 è stato fantastico"

SM RELIVE/ #AskDeSci: “La fascia da capitano è un onore, mi ispiro a Maldini. Allenarmi con i campioni dell’annata 2011/2012 è stato fantastico”

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Mattia De Sciglio, verso le ore 13.30 di oggi, tramite Milan TV e tutti i social media della società rossonera (Facebook, Twitter, Instagram, Weibo e We Chat), risponderà in diretta alle domande dei tifosi rossoneri. Segui con noi la diretta.

LA DIRETTA IN PILLOLE

Sugli esterni difensivi del passato del Milan: “Vorrei ripetere la loro grande carriera, nella quale hanno regalato grandi emozioni a tutti i tifosi del Milan”.

Sul fatto di poter essere considerato un leader: “Io cerco di trasmettere sempre il mio impegno e la mia passione. E’ fondamentale, per far parte di un gruppo”.

Sui tifosi: “Quest’anno, dimostrando sempre grande impegno e voglia di vincere, siamo riusciti a riportare entusiasmo. I tifosi ci stanno facendo sentire sempre il loro supporto, che sarà utile, in questo finale di stagione”.

Sulla Nazionale: “Mi auguro che ci siano tanti rossoneri in Nazionale, in futuro, vorrebbe dire che il lavoro che stiamo facendo è giusto”.

Sul pareggio contro il Pescara: “Eravamo arrabbiati, dopo la partita, perché avevamo sprecato una chance importante. Due punti in più avrebbero potuto essere molto utili. Purtroppo, non abbiamo iniziato bene e ci siamo complicati la vita da soli, ci servirà da lezione, in questo finale di stagione”.

Sulla classifica: “Vista la classifica, il derby sarà molto tirato e importante. L’obbiettivo di entrambe le squadre è andare in Europa e, quindi, la stracittadina sarà una gara fondamentale”.

Sulla maglia rossonera:Quando indosso la casacca del Milan, sento sempre un vuoto allo stomaco. Ora so gestire meglio la situazione, ma credo sia una cosa che porterò sempre con me”.

Sul gol: “Segnare, in una gara come il derby, sarebbe bellissimo. Ci proverò sicuramente”.

Sul derby: “Per me, così come per tutti i milanisti, il derby è la partita. E’ una gara a sé, indipendentemente dalla posizione in classifica delle due squadre, c’è un’atmosfera diversa, rispetto alle altre partite. Viene vissuto in maniera diversa. Non dobbiamo commettere l’errore di pensare alla classifica, c’è il rischio di non concentrarsi al cento per cento. L’unico obiettivo è dare il massimo, senza pensare ai punti in classifica, a chi sia favorito e a chi giochi in casa”.

Sul gruppo: “Il gruppo è cresciuto piano piano e i risultati positivi hanno aiutato a consolidarlo”.

Sul settore giovanile: “Io ho avuto la fortuna di essere allenato, ogni anno, da ex giocatori del Milan, che mi hanno insegnato tanto. Credo che il fatto che molti esterni bassi siano usciti dal settore giovanile rossonero sia solo una coincidenza”.

Sui compiti del difensore esterno: “Attaccare è la fase che ogni terzino preferisce. Ormai il terzino moderno deve sapere difendere e, allo stesso tempo, attaccare. Con il nostro modo di giocare in questa stagione, il terzino destro spinge di più, rispetto a quello sinistro, che si deve occupare maggiormente della fase difensiva”.

Sul fatto che, domenica, abbia vestito la fascia da capitano: “Indossare la fascia da capitano di una squadra gloriosa come il Milan è un grande onore, nonché motivo d’orgoglio”.

Su Maldini: “E’ un grande esempio per me, mi ispiro a lui”.

Sul suo esordio a San Siro: “Era una gara di Champions League, nel 2011, contro il Victoria Plzen. Già dall’inizio, Allegri mi aveva detto di restare caldo, perché Abate non stava benissimo. Alla fine, sono entrato negli ultimi cinque minuti, è stato bellissimo. Anche a fine partita, non mi rendevo conto di quello che mi era successo”.

Sul derby: “Durante il primo derby che ho giocato, non mi aspettavo nemmeno di entrare. Sono entrato al posto di Bonera, che si era infortunato, ero l’unico difensore a disposizione, in panchina. Ero molto teso, entrare a freddo non è stato facile, ma, allo stesso tempo, ero molto carico, perché si trattava di una gara importante”.

Sui compagni di squadra: “Siamo un bel gruppo, ci sono tanti ragazzi divertenti. Scherziamo tanto, ci prendiamo in giro anche per rendere l’atmosfera più tranquilla”.

Su un suo ipotetico consiglio ai giovani: “Il consiglio più importante è non smettere mai di credere nel lavoro e dare sempre il massimo per raggiungere l’obiettivo”.

Sul suo carattere: “Non vorrei cambiare nulla del mio carattere, con i miei pregi e i miei difetti, sono contento del mio carattere”.

Sui suoi inizi in Prima Squadra: “Il primo anno, mi sentivo in soggezione, perché ero entrato a far parte di un gruppo nel quale giocava per l’ultimo anno gente come Nesta, Seedorf, Gattuso e Inzaghi. Ero molto emozionato perché erano tutti campioni che, fino a poco tempo prima, avevo visto in televisione. Allenarsi e giocare con loro è stato incredibile”.

Sul numero di maglia: “Il nostro team manager, Mentana, mi chiamò un giorno, per dirmi se volessi indossare la maglia numero 2, che è stata per tanti anni di Mauro Tassotti, una persona da cui ho imparato tanto, in questi anni”.

Sul suo ruolo:Ho giocato difensore centrale fino all’età di quindici anni. Poi, mi hanno spostato sulla fascia. Da quel giorno, ho giocato una sola volta centrale (il 6 gennaio 2013, contro il Siena, ndr), per necessità, con Allegri”.

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