Da Bonucci a Kalinic, analisi del discusso mercato rossonero

Da Bonucci a Kalinic, analisi del discusso mercato rossonero


Dopo l’intera settimana passata in ritiro punitivo oggi finalmente si torna in campo. La figuraccia di Verona ha lasciato il segno tanto da spingere guida tecnica e dirigenza a cancellare la cena di Natale e far passare i giorni precedenti alla festività natalizia in ritiro. Nessuno sconto, nessun ripensamento, la stagione sta scivolando sempre più in basso e la paura è quella di non riuscire a riprenderla in nessun modo. Prima della sosta di gennaio il Milan affronterà Atalanta, la lanciatissima Fiorentina al Franchi e il Crotone in casa, con il derby di Coppa Italia a cavallo tra bergamaschi ed i toscani. Dopo le brutte figure rimediate a Benevento e Verona il Milan non può più sbagliare per non rischiare di far diventare tragica una stagione ormai ampiamente compromessa. La squadra deve trovare un briciolo di orgoglio in ogni suo elemento per trasformare la frustrazione in rabbia e la rabbia in energia positiva da scaricare in campo.

Dopo l’esonero di Montella e l’arrivo di Gattuso i componenti della rosa milanista non possono contare sui vecchi alibi e devono dimostrare tutto il loro valore per non dare ragione a critica ed opinione pubblica che ha già bollato la maggior parte di loro come sopravvalutati o, peggio ancora, bidoni. Dopo un’estate intera passata a sognare, entusiasmarsi e ad elogiare ed osannare Fassone e Mirabelli, il tifo rossonero è tornato nell’incubo vissuto negli ultimi cinque anni ed è ripiombato nella negatività più totale. Fassone e Mirabelli sono passati dall’essere i salvatori della patria ad essere considerati incompetenti ed interisti. Al netto degli errori che al momento sembra che abbiano commesso, sembra ingeneroso ed alquanto sgarbato sparare a zero sulla dirigenza rossonera a cui si dovrebbe tranquillamente concedere la possibilità di sbagliare, almeno una volta. In questo ultimo periodo, invece, si sente addirittura invocare il ritorno di Adriano Galliani che, in quanto a mercati sbagliati, è riuscito a far perdere il conto.

Eppure una giusta analisi sul mercato rossonero va fatta. Fassone e Mirabelli hanno sbagliato il calciomercato estivo? In tutto sono stati spesi 230 milioni. La domanda è lecita, arrivati a questo punto. Tralasciando il cammino europeo e la partita di Coppa Italia, il rendimento dei nuovi è stato davvero deludente. Gli acquisti estivi sono stati 11, ma ne possiamo prendere in considerazione solo 9: fuori dall’elenco Antonio Donnarumma, che non ha mai esordito e Andrea Conti, infortunatosi subito e mai a disposizione di Montella e Gattuso. Leonardo Bonucci era partito malissimo, ultimamente ha dato segnali di ripresa, ma a Verona è naufragato insieme all’intera squadra. Per la cifra spesa ed il clamore dell’operazione ci si aspettava decisamente di più. Ancor più deludenti Musacchio e Ricardo Rodriguez: il primo ha ormai perso il posto e non è mai sembrato all’altezza della situazione, il secondo non ha mai convinto, né come esterno di centrocampo, né come terzino nella difesa a quattro.

Passando a centrocampo, Lucas Biglia doveva prenderne in mano le chiavi, ma tra prestazioni opache e infortuni queste sono state raccolte da Riccardo Montolivo. L’ex biancoceleste, invece, lento ed involuto, ha rappresentato una delle delusioni più grandi fino a questo momento. Male anche Hakan Calhanoglu, che ha realizzato solo un gol contro il Chievo e non ha mai brillato. Eclissi totale che ancora non passa condita da una sempre scarsa condizione e da problemi fisici. Era partito bene, infine, Frank Kessié, che comunque è uno dei pochi, tra i nuovi acquisti, a salvarsi. Mette in campo tutta la sua forza fisica e cerca di fare il possibile. Certe volte ci riesce, altre no, di certo il contesto non lo aiuta.

Uno dei problemi principali del Milan targato 2017/2018 è l’attacco. Si segna poco, si lega con la squadra ancor meno. Fabio Borini è stato l’acquisto più criticato e meno pubblicizzato, ma forse al momento è il più positivo. Ci ha messo sempre anima e cuore e ha giocato ovunque, addirittura da terzino. Chi invece prende un 9 europeo e un 4 italiano è André Silva: capocannoniere in Europa League, a secco in Serie A. Il giovane portoghese sembra ancora troppo acerbo per riuscire a competere con le navigate retroguardie italiane anche se di occasioni non ne ha avute tantissime e sarà meglio attendere per dare un giudizio definitivo sul nove rossonero. A lui, infatti è stata preferita un’altra grande delusione del calciomercato rossonero: Nikola Kalinic. L’ex Fiorentina non brilla, non segna, e se in qualche caso ha comunque aiutato la manovra offensiva, spesso è stato abulico e un corpo estraneo al resto della squadra. I tifosi sono spazientiti e, ad ogni occasione, lo ricoprono di fischi.

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