Higuain-Milan: fine di un flirt estivo? Perché chiudere, perché "riprovarci"

Higuain-Milan: fine di un flirt estivo? Perché chiudere, perché “riprovarci”


Avete presente, no, quando in estate conoscete una bella ragazza (o un bel ragazzo, per le donne che ci leggono) e vi prendete la cosiddetta cotta? Vi ci fidanzate, nonostante voi siate di Milano e lei sudamericana, from Argentina, perché l’attrazione è forte e pensate che l’amore possa sopperire ad ogni problema, alla distanza. Però poi passano le settimane, i mesi: la lontananza si fa sentire, l’entusiasmo iniziale cala, subentrano le tentazioni e le gelosie. Perché la fidanzata latina conquista anche un ragazzo londinese, dall’affascinante look british, di cui lei vi parla ogni volta che vi sentite su Skype, da migliaia di chilometri. E capite che così non può andare avanti, che forse quella di agosto è stata solo una cotta estiva e niente di più. Ecco, è quello che sta succedendo tra il Milan e Higuain. Arrivato in estate nella metropoli meneghina fiducioso nel progetto rossonero e con il compito di trascinare i ragazzi di Gattuso alla qualificazione in Champions, diventato nelle ultime settimane zavorra e problema della formazione milanista. Il feeling, è evidente, si è spento. Le voci che lo vogliono alla corte di Maurizio Sarri, suo estimatore numero uno, come pedina di un clamoroso scambio con un altro ex juventino, Alvaro Morata, sono ormai insistenti da giorni. Ma allo stesso tempo mettere fine dopo così pochi mesi alla love story sancirebbe un vero e proprio fallimento. Dirigenziale e sentimentale. Conviene dunque lasciare che le cose seguano il loro corso o forse può convenire provare a ricucire?

PERCHÉ LASCIARSI – Il Pipita, lo sta dimostrando, non ha la personalità e la leadership auspicate. È un ottimo attaccante, capace di giocate e gol incredibili, ma che rende al massimo in una macchina perfetta che ha come processo finale l’assist per lui; essere l’ingranaggio fondamentale, il cuore del sistema, invece non è cosa sua. Non è un caso infatti se Max Allegri ha preferito privarsi dell’argentino piuttosto che di Mario Mandzukic, uno che l’anno scorso a Cardiff più che sparire completamente, ha provato a prendere in mano i compagni nel momento di difficoltà con una prodezza di pregevole fattura, ma soprattutto di straordinaria (fino a quel momento) importanza. Higuain inoltre è un giocatore umorale, che si esalta quando la squadra macina gioco e punti, che si abbatte quando la stessa è in difficoltà. Quante volte lo abbiamo visto prendersela con i compagni dopo un errore? Ecco, questo è un po’ il ritratto del numero 9 albiceleste, un profilo che in questo momento non fa al caso di un Milan giovane, acerbo e caratterialmente tanto tanto fragile.

PERCHÉ “RIPROVARCI” – L’abbiamo detto prima: dirsi addio solo quattro mesi dopo il connubio sarebbe un fallimento. Non tanto dal punto di vista economico, dato che la società rossonera per garantirsi le prestazioni del Pipita – in prestito con diritto, e non obbligo, di riscatto – ha investito fino ad ora 18 milioni di euro, più altrettanti lordi per l’ingaggio. Una cifra tutto sommato onesta per la scommessa che rappresenta. Più che altro se si considera il progetto: Leonardo puntava a costruire un top team intorno ad una figura esperta e affidabile come Higuain; fare tabula rasa e rimettersi nuovamente alla ricerca del bomber adatto sarebbe piuttosto frustrante. E poi: chi al posto suo? Morata non è il profilo giusto. Innanzitutto non è un vero puntero, ma un giocatore che dà il meglio accanto ad un altro attaccante, così come faceva ai tempi della Juventus con Tevez. In più ha dimostrato nelle ultime stagioni di essere anche lui un ragazzo bisognoso di certezze, di coccole e di una squadra solida alle spalle: cosa che questo Milan al momento non può garantire. Una miracolosa – a questo punto – qualificazione nell’Europa che conta e un paio di cessioni eccellenti potrebbero portare nelle casse rossonere un tesoretto prezioso per rinforzare ulteriormente la rosa; se ci abbiniamo l’arrivo – non ce ne voglia Rino – di un allenatore più esperto e carismatico (del quale non vogliamo sbilanciarci facendo il nome), capace di ricoinvolgerlo nel progetto e rimetterlo nelle condizioni di esaltarsi, quella di trattenere un Higuain – in questo momento – demotivato e insoddisfatto, potrebbe rivelarsi la soluzione azzeccata. Ragionare attentamente e non prendere decisioni affrettate, il nostro consiglio.




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