Il disarmo totale: la Lazio trionfa, per il Milan è notte fonda

Il disarmo totale: la Lazio trionfa, per il Milan è notte fonda


Una gara che vale tanto, probabilmente tutto. Per entrambe. A San Siro, Milan e Lazio si giocano l’accesso alla finale di Coppa Italia. Di seguito la cronaca della gara.

PRIMO TEMPO –Vinci per noi” recita la coreografia della Curva Sud di Milano. Oltre 60.000 spettatori presenti e una gara che parte con il freno a mano. Primi minuti di studio per le due squadre, entrambe molto attente sopratutto nella fase di non possesso. Botta e risposta con timide percussioni delle due squadre, molto lunghe. Particolarmente ispirato, in questo avvio, il francese Bakayoko, il vero collante tra la retroguardia e il tridente d’attacco. Poco da segnalare nei primi 17 minuti di gara esclusion fatta per le lacrime di Milinkovic Savic in seguito all’infortunio rimediato in una scivolata per contrastare Suso. Al suo posto, Parolo. Immobile si presenta per la prima volta a tu per tu contro Reina al minuto 19, con il bomber laziale che si allunga il pallone. La Lazio si ripresenta in avanti, ma il Milan anticipa e riparte. È questa la trama dei minuti successivi, con le due squadre sbilanciate a supporto delle proprie occasioni offensive. Minuto 20, Calabria viene atterrato in area di rigore, pescato da un cross di Castillejo. Rapido controllo VAR, non ci sono i presupposti per concedere il rigore alla compagine di Gattuso. Primi venticinque minuti con poche occasioni da gol, tanta corsa ed impostazione. Il primo tiro nello specchio della porta arriva proprio da parte di Immobile al minuto 26 da circa 18 metri dalla porta milanista, blocca Reina. Risponde subito Calabria che dal limite dell’area chiama in causa Strakosha che si distende e devia in calcio d’angolo. Prima, grande occasione del Milan. Le due squadre sembrano non volersi scoprire particolarmente, mantenendo la stabilità e il risultato di parità. Anche Calabria deve lasciare anzitempo il campo: uno scontro di gioco costringe Gattuso al cambio. Entra Conti. Ci prova anche Suso dalla distanza al minuto 42. Lo spagnolo – poco concreto e decisivo – non centra la porta, con il pallone termina di poco a lato del palo. Occasionissima per la Lazio con Bastos che sfruttando un rimpallo in seguito ad un calcio di punizione, si coordina in area di rigore e colpisce deciso. Reina spiazzato, guarda la sfera terminare a lato del suo palo. Lo stesso Reina interviene su una conclusione ravvicinata di Correa con il laziale che a botta sicura stava per superare il portiere rossonero da pochi passi. Termina comunque 0-0 la prima frazione di gioco, poche occasioni, ma la Lazio – nel finale – ha mostrato segni di risveglio importanti.

SECONDO TEMPO – La seconda parte di gara si apre riprendendo le trame della prima frazione di gioco. Al minuto 50, Reina nega la gioia personale a Leiva, autore di un gran tiro a giro. La Lazio conferma il dominio, con il portiere rossonero nuovamente spiazzato in seguito ad un colpo di testa di Bastos. Sono numerose le disattenzioni del Milan, con la Lazio che ne approfitta e mette paura alla squadra di Gattuso. I biancocelesti stringono sempre più le redini della gara, con Reina protagonista schierato in protezione del pareggio per la squadra rossonera. Il Milan, raccolto nella propria metà campo, subisce le percussioni di una Lazio che sta compiendo il definitivo salto di qualità rispetto al primo tempo. Non tarda molto la rete della Lazio di Inzaghi: ci pensa Correa. Con due passaggi, la Lazio concretizza un contropiede fulminante. Decisivo ed ingenuo il calcio d’angolo battuto dal Milan: la Lazio – sfruttando un contropiede realizzato alla perfezione – si porta in vantaggio. Non può nulla Reina, salvagente dei rossoneri fino al minuto 58, momento del gol di Correa. Il Milan, spesso disorientato, sembra aver subito anche il contraccolpo psicologico. Gattuso si gioca la carta Cutrone, designato per garantire imprevedibilità alle trame rossonere. Un timido colpo di testa di Piatek – pescato da Calhanoglu su punizione – scuote la squadra rossonera. Non si fa attendere la risposta della Lazio che prosegue la gestione del vantaggio. Ci prova anche Calhanoglu al minuto 67 dal limite dell’area di rigore, pallone che termina in angolo. Milan che prova ad incidere, ma senza decisione e personalità. Al minuto 31, assist al bacio di Suso dal limite dell’area con Cutrone che insacca con facilità di testa. Tutto fermo, si alza la bandiera del guardalinee: in seguito ad un consulto VAR, il direttore di gara conferma la posizione di fuorigioco del numero 63. Ordinaria gestione per la squadra di Inzaghi, che gestisce e fa scudo alle percussioni poco convincenti del Milan. A meno di 14 metri, Immobile al volo non trova la porta: la Lazio non ha intenzione di abbassare la saracinesca. Finisce così, la Lazio ha congelato la sfera e stacca il biglietto per la finale di Roma.

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