Biglia: ora o mai più. L'argentino chiamato a riscattarsi al Milan dopo due stagioni poco positive

Biglia: ora o mai più. L’argentino chiamato a riscattarsi al Milan dopo due stagioni poco positive


Mentre gli amanti del calcio pregano perché il ‘sergente di ferro’ Sinisa Mihajlovic vinca la sua battaglia contro una bestia chiamata leucemia, a Milanello il vecchio club dell’allenatore serbo prepara la stagione che verrà. Tra il mercato in entrata, con Bennacer e Veretout possibili arrivi, quello in uscita, e giocatori da valutare nel ritiro estivo (vedi ad esempio André Silva), la rosa rossonera prende forma piano piano. Quella di quest’anno sarà una stagione fondamentale per alcuni giocatori che non sono riusciti a imporsi per cause differenti. I vari infortuni hanno infatti levato dal campo per parecchio tempo Andrea Conti e Mattia Caldara: il primo arrivato nel 2017, il secondo giunto dalla Juventus lo scorso anno ma con solo due gare all’attivo. Se Conti ha recuperato completamente dai problemi al crociato sinistro e verrà rivalorizzato con Giampaolo, per Caldara si dovrà aspettare almeno fino a gennaio 2020 per via dello stesso infortunio, peraltro subito alla stessa gamba.

Bonucci e Biglia presentati a San Siro nell’estate 2017 prima di Milan-Craiova

Non un altro Bonucci

Chi poi avrà sicuramente voglia di rivalsa è sicuramente Lucas Biglia. Arrivato tra lodi e canti festosi nell’estate di due anni fa insieme all’altro grande acclamato Leonardo Bonucci, nella faraonica campagna acquisti da più di 200 milioni targata Fassone e Mirabelli, l’argentino è chiamato alla grande stagione dopo due anni apatici per non fare la fine del difensore bianconero. Se Bonucci se ne è tornato mestamente alla Juve la passata estate, dopo 12 mesi piuttosto deludenti in rossonero e senza riuscire a “spostare gli equilibri“, Biglia è rimasto a Milano dove nella scorsa stagione ha giocato 19 partite tra Serie A, Coppa Italia ed Europa League, mettendo a segno solo un gol da punizione contro il Chievo e un assist. Ben 18 match disputati in meno della 2017-18, dove ha realizzato anche qui solo una rete, ma contro la Spal, e un assist in più dello scorso anno.

La super rete da punizione di Biglia contro il Chievo nell’ultima stagione

Cederlo o tenerlo?

Numeri deludenti e prestazioni per lo più al di sotto le aspettative che fanno riflettere Maldini e Boban. Con un’alternativa valida che lo faccia rifiatare ogni tanto, bisogna continuare a insistere su un giocatore che con i suoi 33 anni d’età rischia di non essere più quello visto alla Lazio o va ceduto per guadagnare qualche soldo da reinvestire su un mercato volto all’austerity e ad acquisti low cost? Si è parlato anche di un possibile inserimento nella trattativa con la Fiorentina per Veretout, ipotesi che nelle ultime giornate sembra oramai passata di moda. Il francese dovrebbe arrivare a Milano, Roma permettendo, ma senza la cessione del centrocampista argentino.

Il gol di Biglia contro la Spal nella stagione 2017-18

Meno forza, più tecnica a centrocampo

Infortuni e acciacchi fisici sono stati la causa del suo male: lo stop di quattro mesi per il problema al polpaccio o la frattura di due vertebre lombari contro il Benevento due stagioni fa che gli ha fatto saltare la finale di Coppa Italia contro la Juventus. Sbagliato pensare che un giocatore a questa età sia in grado di giocare tutte le partite di una stagione senza mai il rischio di saltarle. Ancor di più se non si riesce a trovare un’alternativa tecnica di livello. Un po’ come accaduto quest’anno alla Roma: con De Rossi l’impostazione della manovra giallorossa, e soprattutto l’equilibrio a centrocampo, erano di un altro livello, ma quando l’ex capitano era fuori per problemi fisici e in mezzo giocava Nzonzi era tutta un’altra musica (piuttosto sgradevole a sentirsi). Al Milan non è poi così stata troppo differente: con un José Mauri da considerare più come ‘oggetto del mistero’ che alternativa di ruolo, la fortuna è stata la crescita di Bakayoko, più bravo di Biglia a recuperare palloni per far ripartire l’azione. Ma se l’argentino è in forma, l’impostazione della manovra rossonera a partire dalla difesa e il senso della posizione in campo sono sicuramente migliori.

Sostituzione Milan: dentro Biglia, fuori Bakayoko

Fino a oggi il centrocampo rossonero, si sa, è stato più fisico che tattico. Tanti muscoli (Kessie e, appunto, Bakayoko) e poca tecnica (Calhanoglu, seppur troppo discontinuo nella stagione, e Biglia). Oggi gli arrivi di Bennacer e Krunic e forse di Veretout fortemente voluti da Giampaolo, chiamato a Milano per dare bel gioco alla squadra, porteranno sicuramente meno forza ma più tecnica in mezzo al campo. Una cosa, però, è pur certa: se rimarrà, servirà il miglior Biglia della stagione. L’argentino è chiamato al riscatto e intanto, per lasciare da parte la iella di queste due stagioni, ha deciso di cambiare numero di maglia passando dalla 21 alla 20 lasciata libera da Abate e usata ai tempi della Lazio. L’auspicio è che gli porti fortuna: c’è bisogno di quella, di una maggiore resistenza agli infortuni e di prestazioni di livello, se non vorrà concludere in negativo la sua esperienza in rossonero come è stato per Leonardo Bonucci.

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