Godin, Manolas, Mancini, De Ligt: il Milan tratta, gli altri comprano. Ad oggi solo Romagnoli e Musacchio

Godin, Manolas, Mancini, De Ligt: il Milan tratta, gli altri comprano. Ad oggi solo Romagnoli e Musacchio

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Il Milan tratta, gli altri comprano. Ieri sera l’arrivo a Torino di Matthijs De Ligt, acquistato dalla Juventus per 75 milioni di euro e un ingaggio da 7,5 più bonus, che andrà a rinforzare un reparto arretrato – quello bianconero – che al momento conta già nomi come quello di Chiellini, Bonucci (per il momento ancora juventino) e Rugani. Ma non solo la Vecchia Signora: l’Inter si è accaparrata – dopo un derby di mercato vinto già a gennaio – Diego Godin, il Napoli ha riscattato attraverso la clausola rescissoria Maonolas dalla Roma che a sua volta ha preso Gianluca Mancini. Guarda caso, anche questi due, da settimane seguiti da Maldini e Boban ma purtroppo finiti in casa delle rivali.

Urge una mossa, e veloce. Non solo per cercare di colmare il gap che si sta consolidando – almeno per ciò che riguarda la difesa – con le prime due della classe e con i cugini nerazzurri, i quali appunto hanno aggiunto l’uruguaiano ex Atletico a due pilastri come Skriniar e De Vrij, e che rischia di crearsi anche con i giallorossi, finiti dietro in classifica (generale e di reti subite) lo scorso anno, ma dopo le vittorie in sede di mercato – per Mancini e Veretout – favoriti nei confronti del Diavolo in ottica quarto posto. Ma anche e soprattutto per andare a completare il reparto stesso, che in questo momento è più scarno di una quercia in pieno novembre.

Già, perché al momento a disposizione di Marco Giampaolo – che tra le altre cose tra tre giorni è chiamato alla tourneé statunitense – ci sono solo due centrali: Romagnoli e Musacchio. Con Mattia Caldara ancora inspiegabile incognita della rosa rossonera (2 presenze in un anno, delle quali nessuna in campionato) il Milan in questo momento si trova costretto ad attingere in una Primavera – retrocessa in B – che non brilla certo per talento, soprattutto dietro. Quello che preoccupa di più – però – è la completa assenza di pianificazione e obiettivi concreti: sfumati appunto Manolas e Mancini e lasciato partire – malamente – Cristian Zapata, la società milanista ha dimostrato di non avere pronto il cosiddetto “piano B”, abbandonando anche la pista Andersen e facendosi superare dallo Schalke 04 per Kabak, offrendo al difensore turco un ingaggio ritenuto insufficiente. Dallo Schalke 04.

Dunque chi di fianco a Romagnoli? Perché – diciamocelo – non può più essere Musacchio il titolare del Milan. In questi giorni sono stati accostati i nomi di Upamecano – profilo, del valore di 50 milioni, inaccessibile per Maldini e Boban – e Lovren, ma si tratta di piste oggettivamente e realisticamente troppo complicate. L’idea può essere Demiral: colosso dotato di ottime caratteristiche atletiche e difensive del Sassuolo, il quale però è stato da poco rilevato sempre dalla Juventus per 18 milioni. I bianconeri sarebbero anche disposti a girarlo al Milan, ma per una cifra naturalmente superiore. L’operazione dunque si può anche chiudere, ma allo stesso tempo si dimostrerebbe il preoccupante specchio di un mercato – fino ad ora – impulsivo e improvvisato.

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