Piatek: "La mia vita è cambiata al Milan. Digiuno di gol? I miei compagni mi hanno detto di cambiare numero"

Piatek: “La mia vita è cambiata al Milan. Digiuno di gol? I miei compagni mi hanno detto di cambiare numero”

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Piatek Milan

Kris Piatek è stato intervistato da “Foot Truck”. Di seguito le sue dichiarazioni.

Sulle difficoltà a segnare: “In partite ufficiali non ho segnato in media solo ogni partita e mezza. Dopo la preseason non ero pronto fisicamente come sono adesso. Non ero fresco per la partita contro l’Udinese. Non è facile adattarsi al gioco di Giampaolo. Dobbiamo conoscerlo, servirà del tempo”.

Sui difensori in Italia: “Ci sono state occasioni contro il Cesena in cui i difensori mi tenevano con entrambe le mani, quasi come in un combattimento. Per me è strano che gli arbitri in Italia proteggano più i difensori che gli attaccanti”.

Sull’essere stato fortunato la scorsa stagione: Non la vedo in questo modo. Se segni 30 gol in 48 partite non sei fortunato. Se segni otto gol in cinque o sei partite potresti aver avuto fortuna ma non è stato così”.

Sul numero 9: “Giampaolo mi ha detto scherzosamente che le persone prendono sul serio queste cose. Nell’ultima partita contro il Brescia quando la palla ha attraversato la linea, i giocatori hanno scherzato con me nello spogliatoio dicendomi ‘Perché questo 9? Cambialo’ ma ho sempre voluto giocarci”.

Su Paquetà:  “In qualche modo riusciamo a parlare, con un italiano improvvisato. Qualche volta lui usa il portoghese e i gesti. Gattuso era sempre confuso su come potevamo andare così bene ma siamo amici stretti. Lui ha un incredibile potenziale. Non ha solo abilità tecniche ma ha anche delle gambe potenti ed è forte fisicamente. Ha anche quel talento e quella capacità di prendersi rischi che fa arrabbiare a volte Giampaolo ma che un giocatore necessita perché dia fiducia”.

Sul trasferimento al Milan: “La mia vita dopo il trasferimento al Milan e’ cambiata. Mi riconosce piu’ gente e il Milan mi ha aperto le porte per tante cose, non solo quelle calcistiche. Sono contento di questo pero’ prima di tutto sono consapevole che il calcio insieme alla famiglia per me sono le cose piu’ importanti. Io abito anche in un quartiere dove non c’e’ tanta gente quindi posso tranquillamente uscire con il cane ma ogni tanto anche li’  qualcuno mi riconosce. Mi fa piacere questo fatto che la gente mi conosce pero’ e’ sicuramente difficile passeggiare vicino a Duomo. Una volta sono andato insieme alla mia moglie ad un ristorante e quando siamo usciti, dietro di noi correvano 20-30 persone. Sono scappato in taxi’ ma la gente ancora bussava sul finestrino e chiedevano le foto. E’ difficile fare anche la spesa al supermercato perchè c’è tanta gente che chiede la foto”.

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