Un matrimonio che s'ha da fare: nel destino di Ibra c'è solo il Milan

Un matrimonio che s’ha da fare: nel destino di Ibra c’è solo il Milan


Il sì è arrivato. Un matrimonio, quello tra Ibrahimovic e il Milan, che s’ha da fare. Ancora una volta, in un momento storico del Milan, nel quale le certezze non trovano posto. A Ibra, dunque, il macigno della responsabilità di raddrizzare una stagione che ha preso una piega nefasta. Una mossa da “all in” quella della dirigenza che ha per il momento accantonato il progetto giovani, ragazzi di prospettiva e promesse fresche. Una pausa ad un piano di lavoro che ha preso vita con Gazidis e che ora riapre le porte a chi, anche a 38 anni, può ancora fare la differenza. “Sono venuto qui per vincere“, diceva il 29 agosto del 2010, da lì Re Zlatan aveva mantenuto la promessa fatta davanti ai tifosi rossoneri a San Siro. Un primato in campionato che porta anche la sua firma, su tutte. Una leadership, una qualità e una quantità che il popolo rossonero non ha mai dimenticato: braccia aperte ad ogni rete, velocità e un identikit da leader di spessore. Mesi di attesa prima del sì di oggi, con l’ex rossonero che non sembrava convinto della destinazione e del progetto del Milan, con una nuova pelle rispetto a qualche anno fa quando Nocerino e Robinho brillavano di luce riflessa, sotto la stella di Zlatan. Sullo sfondo – dopo l’addio ai Los Angeles Galaxy – il ritiro dal calcio giocato, con il Milan che ha prontamente avanzato una proposta in balia delle onde e di una tempesta che sta scrivendo la storia recente del club. Ibra come salvatore della patria, una mossa quasi dettata dalla disperazione che potrebbe riportare il nome del Milan là in alto, anche solo ideologicamente.

Comprensibile il tempo richiesto dallo svedese per arrivare al sì di oggi: un fuoriclasse non fa una squadra e una squadra non può essere il fuoriclasse. Ibra la soluzione del Milan? Negativo, Ibra porterà esperienza, cattiveria agonistica, un esempio da seguire, conoscitore del bel calcio quello agonistico e dai ritmi elevati, lo stesso che mischia qualità a costanza. Le parti sono arrivate alla riconciliazione dopo mesi di risposte a distanza, chiamate senza risposta, richieste non gradite e un pugno duro – quello del Milan – che ha finalmente convinto il giocatore. Restano dunque da definire gli ultimi dettagli, per un ritorno che potrebbe invertire la rotta. Questa volta per davvero. Ancora sotto le ali di Re Zlatan.

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