Chi vuole davvero il Meazza in piedi?

Chi vuole davvero il Meazza in piedi?


Chi pensava ad una schiarita nei dialoghi tra Milan, Inter e Comune di Milano può ritenersi deluso. Anche l’incontro di oggi tra i vertici dei due club e l’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, non ha fatto registrare grandi passi in avanti riguardo al futuro stadio nell’area di San Siro. In particolare, le società hanno ribadito una posizione sostanzialmente contraria alla coesistenza nello stesso ambito del nuovo impianto e del vecchio Meazza, rifunzionalizzato. Eppure quella di tenere in vita l’attuale stadio è una condizione imposta da Palazzo Marino nella delibera con la quale la giunta ha dato il via libera al progetto di Milan e Inter, ponendo paletti.

Secondo i club, supportati da uno studio realizzato da Ceas, mantenere due impianti non è una strada percorribile. Pensiamo, ad esempio, se dovessero esserci due eventi nei due stadi in contemporanea: che cosa accadrebbe sul fronte della sicurezza del quartiere. Non a caso nelle città dove coesistono due impianti si evitano incroci contemporanei di calendario (vedi l’esempio di Torino con l’Allianz Stadium della Juventus e il Grande Torino dei granata). Non è tutto. Milan e Inter restano scettici anche sul fatto di destinare il Meazza rifunzionalizzato al calcio femminile o alle squadre giovanili poiché l’affluenza di pubblico e il prezzo del biglietti sarebbero comunque troppo bassi per sostenere i costi di manutenzione di uno stadio come San Siro.

Eppure qualche idea sul tavolo c’è. Il progetto dell’architetto Jacopo Mascheroni prevede, ad esempio, una riqualificazione di San Siro in 24-36 mesi a un costo di circa 250 milioni. L’ipotesi è quella di valorizzare il primo e il secondo anello, togliere il terzo anello e le torri che lo sorreggono, tornando alla forma che il Meazza aveva negli anni ’50. Al posto del terzo anello sorgerebbe una nuova copertura a forma di diamante, il terzo anello lascerebbe spazio a un anello zero, ricavato grazie ad un abbassamento del campo da gioco e questo permetterebbe di avere una nuova tribuna di circa 3mila posti sui quattro lati dello stadio. Questo nuovo San Siro avrebbe così tremila posti premium a bordo campo che vanno ad aggiungersi a quelli che già ci sono, cioè circa 6.500, per un totale di 9.500 posti premium totali. Mentre lo stadio avrebbe una capienza di 61.700 posti.

La seconda proposta è dell’ingegnere Riccardo Aceti, docente di Tecnica delle costruzioni al Politecnico di Milano. Con un intervento di circa 100 milioni, in 24-36 mesi, verrebbe “decostruito” il terzo anno, “il meno utilizzato”, per realizzare al suo posto una galleria panoramica dove verrebbero spostate le funzioni e i servizi, con il mantenimento delle torri e delle coperture. Ma chi lo vuole davvero? Forse solo la politica.

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