Legrottaglie: "Ibra? Al Milan porterà mentalità vincente. Mi disse che i campionati li fa vincere lui, non Gesù"

Legrottaglie: “Ibra? Al Milan porterà mentalità vincente. Mi disse che i campionati li fa vincere lui, non Gesù”

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Compagno di squadra di Ibrahimovic sia al Milan che alla Juventus, Nicola Legrottaglie ha parlato dello svedese sulle colonne del Corriere dello Sport: “Negli anni è cambiato tanto, quello che non cambia è la sua strapotenza. Ho marcato tanti attaccanti fortissimi nella mia carriera, solo Ronaldo il “Fenomeno” può essere paragonato a Ibrahimovic, ne sono convinto. È l’uomo giusto anche per il Milan di oggi, prima di tutto perché è ancora oggi tra gli attaccanti più forti e completi al mondo, è uno che può cambiare volto a tutta la squadra. E poi perchè è un giocatore che non crea problematiche, né in campo né nello spogliatoio. È uno che porta stimoli e alza il livello di competitività in tutta la squadra, perché cerca di eccellere sempre in tutto quello che fa. E quello che pretende da se stesso, poi lo esige anche dai compagni di squadra“.

Legrottaglie prosegue: “Alla Juve per quanto fossimo uniti, si capiva che era ancora un ragazzo. Quando l’ho ritrovato al Milan aveva già alle spalle tanti successi, sempre a modo suo ma era un vero leader. Non è mai stato uno da consigli o spiegazioni. Lui giudicava tutto ciò che facevi, poi ti diceva bravo o ti rimproverava. E sapeva di essere il più forte di tutti. Io in quegli anni avevo già avuto la mia conversione, lui un giorno mi disse: “Nicola, ricordati che però i campionati non te li fa vincere Gesù, quelli te li faccio vincere io”. Ecco, era solo una battuta che ancora oggi mi fa sorridere, ma che spiega bene chi è Zlatan. Al Milan può portare prima di tutto mentalità vincente. Sono sicuro che se ha accettato l’offerta del Milan è perché ha avuto anche delle garanzie tecniche, non è uno che giocherà mai per partecipare e non mi stupirei di vedere ancora qualche acquisto già a gennaio. In campo dipenderà solo da lui. Se dovesse avere la giusta umiltà, capendo di non poter pretendere da sé stesso e dagli altri cosa faceva prima di andare negli Stati Uniti, potrà sicuramente fare ancora la differenza in serie A. Ricalibrandosi al nostro campionato con quelle che sono le sue qualità di oggi, sono sicuro che potrà fare ancora benissimo. Dovrà accettare il cambiamento inevitabile che l’età gli impone, ma sposta ancora gli equilibri“.

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