SM - L'editoriale: Milan buona la prima ma non basta serve di più

Buona la quattordicesima ma serve di più. “Testa alta e giocare a calcio” 14 mesi dopo

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Buona la prima, anzi, buona la quattordicesima. Il Milan come da copione archivia la pratica Shamrock Rovers senza troppi problemi inanellando il suo quattordicesimo risultato utile consecutivo, mantenendo fede alla strepitosa marcia post lockdown. Nell’entusiasmo generale di questi mesi, c’è anche un però. La partita contro gli irlandesi, analizzata sotto la lente d’ingrandimento, ha messo in evidenza i punti critici di una squadra che necessita di approvvigionamenti in più reparti, per poter seriamente competere alla lotta Champions.

Infatti, oltre al periodo finale dello scorso campionato praticamente perfetto, non bisogna scordare il pre Lockdown dei rossoneri. Cammino da salvezza fino a dicembre e marcia da sesto posto fino a marzo. La formazione di questa stagione, momentaneamente, è la stessa dello scorso campionato con un Tonali in più. Inoltre, salvo incidenti di percorso in queste due settimane, la squadra di Pioli dovrà affrontare un’Europa League da protagonista. Che il solo centrocampista non possa bastare appare piuttosto lapalissiano e anche i vertici dirigenziali ne sono consapevoli.

La fascia destra ha bisogno di un restyling che punti alla qualità, alla forza fisica e soprattutto ai gol: caratteristiche che Castillejo e Saelemaekers al momento non sembrano garantire. Mentre nel reparto difensivo occorrono immediatamente un centrale e un terzino destro di esperienza o comunque di buona affidabilità. Alla fine del mercato mancano due settimane, ma la società ha dimostrato di saper lavorare bene e si sta dando da fare. Quindi massima fiducia per le prossime mosse della coppia Maldini-Massara, soprattutto per il primo che come ben sappiamo con le vittorie ha un certo feeling.

“Testa alta e giocare a calcio”. Il concetto di Giampaolo espresso quattordici mesi fa era quello di proporre un Milan che, nonostante fosse meno attrezzato rispetto alla concorrenza, riuscisse comunque ad essere una mina vagante, proponendo un gioco offensivo e piuttosto divertente. Questa idea, decisamente fallimentare sotto la guida del tecnico abruzzese, si è trasformata in una profezia che finalmente sta dando i suoi frutti. Il Milan non sarà da scudetto certamente, ma ha dimostrato di poter essere un avversario ostico, combattivo e soprattutto bello da vedere. Come detto in precedenza, non si può sapere quale sia il vero Diavolo dai tre volti dello scorso anno. Senza farsi troppe illusioni però, possiamo dire che i rossoneri potranno finalmente contare sul mantra ‘Giampaoliano’ ovvero “Testa alta e giocare a calcio”.

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