Non solo rinnovi o infortuni. Il Milan è molto altro: raccontiamolo

Forse si è dedicato troppo tempo ad inseguire teorie atte a banalizzare il percorso di crescita di questo Milan, per riconoscere l’importanza e la grandezza di un lavoro.

Perché banalizzare? Era o non era Pioli un allenatore buono per il primo anno e fallimentare il secondo? Smentita con i fatti questa teoria, gli analisti del calcio sono stati prontissimi a convertirla in: “Visto? Pioli fa bene solo la prima parte di una stagione e poi crolla”. Come adattare un pensiero per farlo coincidere con i fatti. Chapeau. Allora tifosi milanisti, non esaltatevi troppo.

Che fortuna questi ragazzotti. Senza pubblico è facile giocare. La pressione del pubblico toglierà sicurezze. Al momento non c’è agli atti una strampalata teoria per smentire quanto ripetuto per mesi. Il silenzio è una buona soluzione per far dimenticare.

Che nessuno si permetta di trovare qualcosa di positivo nella trasferta di Liverpool. Il Milan è stato preso a pallate. Giusto. Peccato si dimentichi in fretta i percorsi deprimenti in Champions di quelle squadre che negli ultimi anni sono state le dominatrici e vincitrici del campionato italiano.

Gli infortunati sono un problema che getta un’ombra sulla gestione e sulle scelte di dirigenza e staff tecnico. Intanto che nessuno si azzardi a immaginare le altre big affrontare 3 o 4 partite importanti senza i 2 attaccanti titolari (e mi fermo qui). Quali risultati in termini di punti e di gioco avrebbero ottenuto?

“Con i se e con i ma non si fa la storia” mi direbbero o magari lo state pensando anche voi. È giusto. Però non vi sembra che sia poco onesto intellettualmente raccontare una realtà scegliendo sempre e soltanto il lato ombra della faccenda?

Settimane fa si sprecavano le parole su una squadra indebolita dopo avere perso Donnarumma e Calhanoglou. Oggi è stato messo in stand by il giudizio (o forse sentenza) su questa squadra mentre sulle altre si spreca inchiostro per ribadire quanto vincenti siano state le scelte estive.

Un’estate criticati per la pessima gestione Locatelli e quanto sarebbe servito a questo Milan ma nello stesso dibattito si storceva il naso sulla volontà di voler proseguire con la scommessa (per molti già fallimentare) Tonali.

Lasciamo perdere la questioni rinnovi. Tanto la figuraccia è ormai scritta mentre da altre parti sono tutti “belli come il sole” e prontissimi a firmare. Peccato che il “prontissimi” risale a luglio e ogni giorno si è ai dettagli. Mentre Kessie …

Non cadiamo anche noi nel tentativo di banalizzare tutto. Non cadiamo nella trappola del giudizio rimpiangendo giocatori mai arrivati, dati in pasto da chissà chi, senza che siano stati obiettivi reali.

Proviamo a fidarci di chi, per quasi 2 anni, 72 partite di campionato, ci ha regalato una squadra dalla chiara identità di gioco. Una dirigenza che nel silenzio (hai visto mai che qualcuno soffra proprio questo?) sta portando avanti un progetto tecnico e di prospettiva al quale tutti ambiranno. Un allenatore che fa vivere con naturalezza qualsiasi situazione a chiunque scenda in campo. E questo lo si percepisce non solo dalle grandi prestazioni ma dalla sicurezza che questa squadra dimostra nelle difficoltà con la convinzione che prima o poi ne verrà fuori. Non aver paura di soffrire pur essendo consapevoli della superiorità dell’avversario. Con la concentrazione e la voglia di chi è pronto ad aspettare il proprio momento con la tranquillità di chi sa che arriva.

Non si tratta di analisi con gli occhi foderati di rossonero. È un’analisi di chi non sa dove arriverà ma ha l’onestà di raccontare i fatti. Tutti! La stessa onestà che ha portato Pioli a mettere in guardia l’ambiente: “Venezia e Spezia le partite più difficili del periodo”. E domani ci sarà da lottare con l’umiltà e la forza di sempre di chi sa da dove arriva, cosa si è sentito e si sente dire, sognando la giusta ricompensa.

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