Sei qui: Home » News » Boban: “Ibra e Tonali fondamentali. Secondo me il Milan non doveva perdere lui”

Boban: “Ibra e Tonali fondamentali. Secondo me il Milan non doveva perdere lui”

Zvonimir Boban, ex calciatore e dirigente del Milan e attuale Chief Of Football della Uefa di Ceferin, ha rilasciato delle dichiarazioni sul Milan e sul suo passato in rossonero a SportWeek e riportate in mattinata dalla Gazzetta dello Sport.

Ecco le sue parole:

SUL SUO PASSATO DIRIGENZIALE AL MILAN – “È passata. Nella vita ci sono cose ben peggiori dell’interruzione di un rapporto professionale. Sono in causa con Elliott, con il Milan non potrò mai essere in causa. Tifo Milan più di prima“.

SUL MILAN DI OGGI – “Sono felice di vedere che i ragazzi che abbiamo scelto abbiano intrapreso un cammino importante. Non ancora ai livelli da vero Milan, di quello che avevamo in testa io e Paolo Maldini, ma è già una squadra che può competere. Sulle scelte fatte dal club il tempo mi ha dato ragione e la strada adesso è corretta“.

SU IBRA – “Con Ibrahimović è cambiato tutto. La storia che il Milan sta vivendo è figlia dell’arrivo di Ibra. Il suo impatto è stato devastante. È un fenomeno. In campo o fuori la sua presenza è essenziale“.

IBRA MILAN FONDAMENTALE

SU TONALI – “Anche Tonali è fenomenale. Se oggi il Milan ha più controllo delle partite è soprattutto grazie a lui. Guida la squadra, ha i tempi, sa quando giocare lungo e corto, è dominante fisicamente, difende. Deve solo divertirsi di più e diventerà un top mondiale“.

LEGGI ANCHE:  Ibra fantastico su Giroud: elogio da applausi al compagno di squadra

SU DONNARUMMA – “Non è stato giusto rinunciare a Donnarumma. Non è da Milan. Fatico ad accettarlo, pur essendo Mike Maignan un ottimo portiere. Se pensiamo al Milan come grande club, allora non può perdere il migliore nel suo ruolo. Gigio è un fenomeno che può entrare nella storia del calcio. Non riesco a giustificare la sua partenza“.

SU DANIEL E PAOLO MALDINI – “Mi sono emozionato tanto anche io: tutti avremmo esultato come Paolo. Nessuno come la famiglia Maldini rappresenta la storia del Milan. Meno male che Paolo è rimasto in società. È cresciuto tanto, ora è un dirigente di alto livello. È necessario, tra tanti amministratori, uomini di marketing, esperti di numeri e gente che non ama il calcio e capisce poco del Milan“.