Lui è il gatto e io la volpe

Robinho-El Shaarawy, buona la prima. Mai i due avevano giocato insieme dall’inizio, mai avevano giocato insieme in posizione così avanzata. Nessuno dei due è una prima punta, nessuno dei due ha i centimetri giusti per giocare “di sponda”. Entrambi sono dei folletti che corrono avanti e indietro per tutto San Siro senza mai essere domi, senza concedersi pause. Caratteristiche simili ma che ben si integrano tra loro. Sul campo parlano la stessa lingua: colpi di fino e movimenti perpetui, preziosi praticamente allo stesso modo.

Lampi di genio per questa coppia tutto pepe che sembra poter giocare insieme con buoni profitti. Sì perché per tutto la gara i due si sono cercati di continuo e sono riusciti a  trovare il modo di non “pestarsi i piedi“. Sta alla base dal calcio ma quando non si arriva in due sullo stesso pallone è sempre un buon segno. Segno di un’intesa destinata, Allegri permettendo, a crescere.

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Contro la Lazio Robinho è stato lesto a raccogliere il pallone respinto male dalla difesa biancoceleste, mentre al piccolo Faraone, autore di uno splendido assist per Seedorf, è mancata solamente la rete personale. Così anche in campionato contro il Novara quando il neo entrato italo-egiziano confezionava un delizioso passaggio-gol per il brasiliano. Chissà che la prossima volta i ruoli non si possano invertire, intanto, ormai è chiaro: “di noi ti puoi fidar“.

 

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