Panchina Milan: il piano che verrà deciso nella cena di Arcore

Siena per non dimenticare errori e necessità. Allegri, il divorzio è solo rimandato per merito di Seedorf


D. Mariani (vicedirettore SpazioMilan.it)

D. Mariani (vicedirettore SpazioMilan.it)

Avevo perso ogni speranza, non ci volevo credere. Ma stava succedendo davvero: il Milan era sotto a Siena, nello stesso tempo la Fiorentina sbrigava senza problemi la pratica Pescara e scavalcava momentaneamente i rossoneri in classifica, e c’è mancato pochissimo che venissero rovinati mesi di vittorie e sacrifici. Una rimonta intera. Facile commentare il successo per 2 a 1: confuso e sul piano del gioco ben poco meritato, una prestazione preoccupante per il poco mordente messo in campo in una sfida decisiva.

Ci ha pensato il solito Balo, un rigore generoso ma non inventato, un fallo più cercato che commesso da Felipe, e poi è stato Mexes a riprendere ed afferrare una qualificazione in Champions che per più di un’ora era scappata via. Che sofferenza, ma preliminari siano. Adesso il dilemma è capire con chi in panchina verranno affrontati.

Allegri? Difficile ma non impossibile. A Siena ha commesso un grosso errore a lasciar fuori El Shaarawy e Pazzini insieme: i sostituti, Robinho e Niang, erano palesemente in fase calante di forma e non in condizione, logico senza Boateng scegliere di tenersi in panchina un cambio di spessore, ma almeno uno dei due aveva il dovere di scendere in campo. Una decisione che Berlusconi non ha digerito, non a caso il presidente poco dopo il fischio finale aveva già deciso di allontanare Allegri dal Milan. In settimana si sono rincorse voci e smentite. Sulla lettera di Aldo Biscardi penso che dietro a quel colpo di teatro non ci sia stato realmente Berlusconi, ma sono convinto che le parole usate rappresentino a pieno il suo pensiero. Sull’incontro in via Turati tra Galliani ed Allegri si è parlato di denaro, di risoluzione consensuale, di buonuscita ma anche del “piano” per cercare di convincere fino alla fine Berlusconi. E che ha delle possibilità di andare in porto. Sulla cena di giovedì prossimo ad Arcore ho la sensazione che si arrivi ad un divorzio sereno. Non dimentichiamoci che Allegri nei giorni scorsi ha incontrato la Roma.

Allegri è destinato a dire addio al Milan, dopo aver ottenuto un primo, un secondo (l’anno peggiore, quello con più colpe) ed un terzo posto, questo il traguardo più difficile che ha raggiunto in rossonero. Non male. Adesso il problema è l’alternativa, il nome nuovo: quello di Clarence Seedorf è stato accolto con clamoroso pessimismo, con una schiera di espressioni, giudizi e commenti negativi che non possono essere messi da parte. Giocatori e tifosi quasi all’unanimità. Normale per un ipotetico allenatore senza esperienza che, nel caso, spero possa fare le cose migliori, ma al momento non mi convince per niente. Sappiamo che quello dell’olandese è un chiodo fisso che da tempo stuzzica il presidente, ma è anche vero che questa pista si è decisamente raffreddata. Un rebus senza fine, ma la settimana prossima si arriverà ad una soluzione. Con qualche altro rinnovo in più: giusto quello di Abbiati, meritato quello di Zapata, superfluo quello di Bonera.




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