A lezione da Mexes: come perdere posto e valere un terzo di prima

Dal firmare il “patto” con la Champions, decidendo a Siena una sfida che valeva un anno intero, al passare quasi all’anonimato, meno di un anno dopo. Da spettatore sì, ma risarcito da un lussuoso contratto da ben 4 milioni di euro. Se non è un record poco ci manca, di sicuro questa è la storia recente di Mexes al Milan. Il difensore francese, oggi, rappresenta l’escluso per eccellenza, il primo (e al momento) unico vero bocciato da Clarence Seedorf.

Nel 2014 Mexes ha giocato poco e male, collezionando ben 5 panchine (4 di fila) in campionato e potendo sfruttare delle piccole occasioni, specie in Tim Cup. Perse. Rimarrà incisa per parecchio tempo nella memoria dei tifosi rossoneri la sua prestazione al San Paolo contro il Napoli, colpevole e piena di errori. Come togliersi da soli dal braccio una fascia di capitano di valore, un dono incompreso. Fin qui, dal Sassuolo all’Atletico Madrid, è rimasto in campo 325 minuti sui 900 complessivi: poco più di un terzo. Rami si è guadagnato il posto, Bonera viene chiaramente preferito dall’allenatore olandese e Zapata, che rientrerà con la Juventus, non avrà problemi a “passargli sopra”.

Un caso di difficile soluzione, se non quella di una (sempre più) possibile cessione in estate. Senza dimenticare che Mexes non andrà nemmeno al Mondiale: la Francia non la vede dal giugno 2012. Pessimo periodo, pessimo rendimento. Anche contro la Samp dovrà assistere da fuori allo (speriamo) spettacolo.

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